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Processo Tizzani, parla lui in aula: «Io in giardino, Gianna a terra» sgozzata

Omicidio Gianna Del Gaudio, Antonio Tizzani è l’unico imputato per l’atroce delitto della moglie, professoressa in pensione brutalmente sgozzata in cucina, la notte del 26 agosto 2017. Oggi 27 ottobre al processo ha parlato proprio lui, 72enne ferroviere in pensione, che si professa innocente e completamente estraneo ai fatti.

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Processo omicidio Gianna Del Gaudio: parla il marito unico imputato

Tizzani è sotto processo a Bergamo con l’accusa di omicidio volontario e per la prima volta ha parlato davanti al pm Laura Cocucci, titolare dell’inchiesta sul delitto di Seriate. Sì, perché nell’immediatezza dei fatti quando fu convocato per essere interrogato, l’uomo si avvalse della facoltà di non rispondere. Avrebbe seguito la strategia difensiva consigliatagli dal suo difensore, l’avvocato Giovanna Agnelli. Silenzio davanti al magistrato che però non è stato osservato da Tizzani nei confronti della stampa.

Il pensionato in tutti questi anni ha infatti sempre risposto alle domande dei giornalisti raccontando davanti le telecamere la sua versione dei fatti. Ha sempre detto che a sgozzare la moglie è stato un fantomatico uomo incappucciato, di cui gli inquirenti non hanno mai trovato traccia, mentre lui si trovava in giardino ad innaffiare le piante. Il killer si sarebbe dileguato nel buio della notte scavalcando il cancelletto che circoscrive la villetta in cui la coppia viveva, nonché scena del crimine.

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«Io in giardino, Gianna a terra in casa», ha ribadito in aula l’imputato. Per due ore ha risposto alle alle domande di pm e difesa, negando categoricamente di avere ucciso la moglie. «Non ho mai messo le mani addosso a mia moglie, al massimo alzavo la voce … Non erano liti, le nostre, solo discussioni in cui lei aveva sempre l’ultima parola». Tizzani ha dovuto rendere conto delle presunte violenze – verbali e fisiche – da sempre inflitte alla moglie a detta di diversi testimoni. Lui, incalzato dal pm, ha ammesso di averle dato degli schiaffi sulla nuca, mai sul viso. 

Antonio Tizzani ammette in aula di aver dato degli schiaffi alla moglie

Antonio Tizzani ha negato di essere geloso ed impulsivo, definendosi “vittima” accusata ingiustamente di un delitto che non ha commesso. Sull’omicidio, nel ricostruire i fatti, ha fornito la stessa versione già data ai giornalisti: «Ero nel giardino che dà sulla piazza ad annaffiare l’erba, ci sono rimasto una ventina di minuti, poi sono entrato e ho visto un uomo incappucciato che stava rovistando nella borsa di Gianna. ‘Chi sei?’ gli ho urlato. Quello è scappato e io ho cercato di inseguirlo, ma poi ho visto mia moglie a terra e mi sono fermato. ‘Gianna, che è successo?’, ho esclamato».

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Le intercettazioni compromettenti: come si è giustificato Tizzani

In merito alle intercettazioni ambientali nelle quali Tizzani parlando tra sé e sé fa intendere di avere ucciso la moglie, l’imputato ha precisato che bisognerebbe mettere dei punti di domanda a quelle frasi. «Mi facevo domande su quello che dicevano di me», come se volesse dire: «Sono stato io, come sostengono loro, gli inquirenti? Impossibile». Quelle frasi captate in auto gravano su di lui come un macigno: «Cosa ho fatto? Ho ammazzato mia moglie in quel modo. Voglio morire», «Ho ucciso un angelo», «Perché Dio? (…) Perché mi hai fatto arrabbiare? Perché me l’hai fatto picchiare? Perché non me l’hai tolta». 

I soccorsi chiamati in ritardo: «Prima sono stato 10 minuti a riflettere»

Tra i diversi aspetti poco chiari della vicenda, che hanno fatto di Tizzani il sospettato numero uno per l’omicidio di Gianna Del Gaudio, il suo ritardo nel chiamare i soccorsi. La moglie era in un lago di sangue riversa a terra in cucina, con la gola tagliata, lui ne constatava il decesso ma all’arrivo di carabinieri ed ambulanze aveva indosso abiti perfettamente puliti. Non solo, dalla ricostruzione della dinamica dei fatti è emerso che l’uomo diede l’allarme non subito. Perché? Questa la sua spiegazione in aula: «Sono uscito in giardino e sono rimasto una decina di minuti a pensare perché proprio a lei. Dopo ho chiamato i soccorsi». Potrebbe interessarti anche —> Processo Tizzani, figlio e nuora si contraddicono: pm ipotizza falsa testimonianza

 

 

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