Vai al contenuto

Arriva il primo autovelox con intelligenza artificiale: ecco cosa potrà fare

23/07/2026 10:37

Un occhio elettronico che vede molto più di un semplice rilevatore di velocità. In Italia è partita la sperimentazione del primo autovelox basato sull’intelligenza artificiale, un dispositivo capace di riconoscere automaticamente chi guida con lo smartphone in mano, chi non indossa la cintura di sicurezza e persino i veicoli privi di assicurazione o con la revisione scaduta.

Il banco di prova è la Firenze-Pisa-Livorno, una delle arterie più trafficate della Toscana. Ma gli automobilisti, almeno per ora, possono stare tranquilli: durante il test non verrà elevata alcuna multa.

Dove e come funziona la sperimentazione

Una telecamera per il controllo del traffico installata sopra la carreggiata di una superstrada italiana

Il via libera è arrivato dalla Città Metropolitana di Firenze, che ha autorizzato una fase di prova della durata di novanta giorni, prorogabile una sola volta. La telecamera è stata installata nel comune di Lastra a Signa, sopra la carreggiata, e osserva entrambe le direzioni di marcia.

L’obiettivo, spiegano, non è fare cassa ma verificare se la tecnologia sia davvero affidabile in condizioni di traffico reale. Grazie a videocamere ad alta definizione e a un sistema di illuminazione a infrarossi, il dispositivo è in grado di operare anche di notte.

Cosa riesce a rilevare

Le immagini vengono analizzate da un software basato sull’intelligenza artificiale, addestrato a individuare comportamenti specifici. Il primo è l’utilizzo dello smartphone durante la guida: il sistema sarebbe in grado di capire non solo se il conducente sta telefonando senza vivavoce, ma anche se sta digitando un messaggio.

Il secondo controllo riguarda le cinture di sicurezza, con il rilevamento del mancato utilizzo da parte di conducente e passeggero anteriore. Contemporaneamente il sistema legge la targa del veicolo e la confronta con le banche dati per verificare se assicurazione e revisione siano in regola.

Nessuna multa durante il test

In questa fase, tutte le informazioni raccolte serviranno esclusivamente a valutare le prestazioni del sistema. Nessuna segnalazione verrà inviata alle forze dell’ordine e nessun verbale sarà notificato agli automobilisti.

I tecnici analizzeranno soprattutto la precisione con cui l’algoritmo riconosce le situazioni reali, la percentuale di errori e la capacità di lavorare in presenza di un flusso elevato di veicoli. Un aspetto cruciale, perché da questi dati dipenderà il futuro della tecnologia.

Cosa potrebbe cambiare in futuro

Se il test darà risultati positivi, lo scenario potrebbe cambiare sensibilmente. In prospettiva, tecnologie di questo tipo potrebbero affiancare autovelox e tutor nei controlli automatici, consentendo di accertare alcune violazioni senza la presenza diretta di una pattuglia.

Prima di arrivare a questo, però, serviranno diversi passaggi tecnici e normativi. I dispositivi dovranno ottenere le necessarie omologazioni e sarà indispensabile definire con precisione le modalità di utilizzo delle immagini raccolte, anche alla luce delle norme sulla tutela della privacy. Solo allora si capirà se queste telecamere diventeranno uno strumento ordinario di controllo del traffico o resteranno un esperimento hi-tech.

Continua a leggere su UrbanPost