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Bici elettriche, in alcune città otto su dieci controllate sono irregolari: arrivano i “bicivelox” e multe fino a 15mila euro

10/10/2026 11:38

Dopo i monopattini elettrici arriva la stretta sulle e-bike. Diversi Comuni italiani si stanno dotando di strumenti per verificare la regolarità delle biciclette a pedalata assistita, con multe che possono arrivare fino a 15mila euro. Il motivo è il boom di mezzi truccati: secondo i controlli degli ultimi mesi, in alcune città otto e-bike su dieci tra quelle controllate sono risultate irregolari. Altre notizie nella sezione e-bike.

Una bici elettrica sul banco a rulli del "bicivelox", lo strumento che misura potenza e velocità delle e-bike truccate

1,8 milioni di e-bike in Italia

In Italia circolano oggi circa 1,8 milioni di biciclette elettriche, con una crescita del 50% negli ultimi cinque anni, anche grazie agli incentivi che ne hanno spinto le vendite. Alla voglia di mobilità sostenibile si aggiungono i rider, che per aumentare il numero di consegne e velocizzare i tempi hanno sostituito le bici tradizionali con quelle elettriche.

Il boom delle bici modificate

Al boom dei nuovi mezzi si accompagna la rapida diffusione di biciclette fuorilegge, sottoposte a modifiche elettroniche e meccaniche post-vendita. Queste alterazioni possono aumentare la potenza del motore o consentire di superare il limite di velocità. I controlli eseguiti dalle forze dell’ordine nell’ultimo anno hanno rivelato che, in alcune città italiane, su dieci e-bike sottoposte a verifica otto sono risultate irregolari.

Cosa prevede il Codice della strada

Secondo il Codice della strada, le biciclette a pedalata assistita devono avere un motore ausiliario elettrico con potenza nominale continua massima di 0,25 kW, o di 0,5 kW se adibite al trasporto di merci, la cui alimentazione è progressivamente ridotta e poi interrotta al raggiungimento dei 25 km/h oppure quando il ciclista smette di pedalare. I mezzi che non rispettano queste caratteristiche sono considerati ciclomotori.

Come funzionano i “bicivelox”

“Alcuni Comuni si stanno dotando di appositi bici-velox, strumenti che attraverso una pedana dotata di rulli verificano la potenza dei mezzi e la velocità di utilizzo”, ricorda il presidente della Fiab, Luigi Menna. Si tratta di un banco di prova a rulli, sul quale viene posizionata la ruota della bicicletta, che misura in pochi secondi la potenza erogata dal motore e la velocità massima effettiva.

Il primo caso: Parma

Tra le prime città a utilizzare il sistema, battezzato Dynostar, c’è Parma, dove nel primo giorno di controlli sono state sanzionate 15 e-bike irregolari. Strumenti simili sono già diffusi nei Paesi Bassi, dove ne risultano installati 247.

Le multe: da 5mila a 15mila euro

Per i trasgressori le sanzioni vanno dai 5mila ai 15mila euro, oltre al sequestro del mezzo. Chi circola con una e-bike modificata, classificata come ciclomotore, è soggetto agli obblighi di immatricolazione, targa, casco e assicurazione.

La critica di Assoutenti

Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, giudica positivo l’incremento dei controlli, ma segnala un paradosso: “si inasprisce la vigilanza contro le e-bike ma si consente il totale far west dei monopattini”. Secondo l’associazione i recenti obblighi di targa, assicurazione e casco per i monopattini sarebbero sistematicamente disattesi.

Fonte: Leggo.it, Ansa, La Nazione, HDmotori, Statoquotidiano, con dati Fiab e Assoutenti

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