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Bitonto, 21enne senza parenti dimenticato all’obitorio: oggi Joseph avrà degna sepoltura

Su “Repubblica” una storia densa di commozione, un racconto che per certi versi richiama l’Antigone di Sofocle, dove dominante è il tema del diritto di morte e sepoltura. Non poteva e non doveva restare anonimo il corpo di Joseph Ofori, ventunenne annegato l’8 agosto 2019 nelle acque di Pane e Pomodoro, a Bari, mentre faceva il bagno con alcuni amici. Non era giusto che il suo cadavere restasse esposto al gelo di una cella frigorifera dell’obitorio dell’ospedale.

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Bitonto, 21enne dimenticato all’obitorio: oggi Joseph avrà finalmente degna sepoltura

«Meritava una degna sepoltura, un posto in cui la sua famiglia possa in futuro, magari, ritrovarlo e piangerlo». A dirlo Michelangelo Armenise, che lavora con la cooperativa Auxilium e con i migranti, e che per dare pace a Joseph da morto si è mobilitato spontaneamente. Un modo per salvare la memoria del 21enne e la sua dignità di uomo. È lui, Michelangelo, l’Antigone dei giorni nostri. E non riesce a trattenere le lacrime guardando la foto del giovane Joseph, strappato alla vita troppo presto. Un ritratto recuperato poi grazie a persone che conoscevano il ragazzo annegato ad agosto dello scorso anno. Joseph, di origini ghanesi, era in Italia da qualche anno. Lavorava in un’officina meccanica e aveva trovato una fidanzata nella sua città d’adozione, Bitonto. A costargli caro un tuffo nel mare blu. Forse Joseph non sapeva nuotare bene. Atroce scherzo del destino: quelle onde che non l’avevano tradito anni prima, si sono rivelate una culla di morte. Nel 2013 Joseph era sopravvissuto, infatti, alla traversata in mare per trovare fortuna in Italia.

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L’impegno di Michelangelo Armenise e la gara di solidarietà del comune di Bitonto

Guardia costiera, vigili del fuoco e polizia locale si erano dati un gran da fare in quell’afosa giornata di agosto e nei giorni successivi per rinvenire il cadavere. Un corpo a distanza di giorni è stato ritrovato quasi al molo San Nicola, poi condotto alla cella frigorifera del Policlinico di Bari. Le cause del decesso: asfissia violenta per annegamento. Privo di identità, “fratello senza nome”. Qualcuno, però, aveva notato la storia di Joseph, e un anno fa si era chiesto che fine avesse fatto il corpo del ragazzo. «L’ho cercato, e l’ho trovato dove temevo», ha detto a ‘Repubblica’ Michelangelo Armenise. «Dalle informazioni ricavate, sarebbe potuto restare lì per tre anni a disposizione del magistrato, o comunque il primario avrebbe potuto autorizzarne la sepoltura ma temevamo fosse dimenticato», ha proseguito l’uomo, che ha raccontato: «Ho contattato la sua famiglia, ma purtroppo non avevano disponibilità economiche né permessi per venire a recuperare il corpo».

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Joseph sarà sepolto: ora i familiari avranno un posto

Decisivo è stato l’aiuto del comune di Bitonto guidato dal sindaco Michele Abbaticchio, che si è fatto carico di tutte le spese per la sepoltura. Una gara di solidarietà toccante. «Un ringraziamento speciale va riservato all’assistente sociale Maria Antonietta Speranza per avere preso a cuore la storia di Joseph. Lui era credente, quindi con don Vito Piccinonna, direttore della Caritas di Bari e Bitonto, e gli amici dello Sprar Auxilium, da cui il ragazzo era passato, abbiamo organizzato la sepoltura con rito cristiano». Ora la famiglia del giovane ghanese avrà finalmente un indirizzo a cui cercarlo. Leggi anche l’articolo —> Potenza, ristoratore dona cibo invenduto a chi ha bisogno: «Sono arrivate decine di famiglie»

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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