L’idea è di cancellare il bollo anche per macchine più potenti, fino a 160 kW, ma solo per le famiglie con più di tre figli, di cui almeno uno minorenne. Lo ha spiegato a Fanpage.it Marco Osnato, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Finanze della Camera.

L’obiettivo: estendere l’esenzione del governo
Il deputato punta a estendere l’esenzione dal bollo auto introdotta dal governo Meloni con il decreto legge del 17 settembre 2026, che riguarda una sola vettura per persona, purché regolarmente assicurata e con potenza non superiore a 80 kW. La misura, spiega Osnato, nasceva “per alleggerire il costo dell’auto di uso quotidiano, quella che si usa ogni giorno per lavorare e muoversi, in una fase in cui il caro carburanti pesa sui bilanci delle famiglie. Le famiglie numerose non possono restarne escluse”.
“Chi ha quattro figli non sceglie il monovolume per lusso”
L’emendamento presentato dal presidente della Commissione Finanze prevede anche una deroga alla regola attuale, secondo cui, in caso di più auto possedute, l’esenzione va sempre alla vettura meno potente. “Chi ha quattro figli non sceglie il monovolume per lusso, lo sceglie perché altrimenti non riesce a portare tutti a scuola, a fare sport, in vacanza”, spiega Osnato. “Con il limite degli 80 kW queste famiglie restavano escluse, e la nostra proposta corregge questa distorsione”.
Come funziona l’esenzione attuale
Con il decreto del 17 settembre, il governo ha stabilito che nel 2027 alcune persone non dovranno pagare il bollo su un veicolo. Non si tratta di un’abolizione generalizzata: la norma riguarda i versamenti con scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 e pone alcune condizioni. Per le automobili, l’esenzione riguarda le persone fisiche tenute al pagamento su una o più vetture a benzina o diesel, anche ibride, con potenza non superiore a 80 kW, pari a circa 109 cavalli, regolarmente assicurate. Non è previsto alcun limite Isee o di reddito. Ogni persona può ottenere l’esenzione per una sola automobile; se ne possiede più di una nei requisiti, l’agevolazione va alla vettura con la potenza più bassa.
Il costo per le Regioni
Poiché il gettito del bollo viene incassato dalle Regioni, il governo ha previsto un trasferimento complessivo di 2,2935 miliardi di euro dallo Stato agli enti territoriali per il 2027, con una ripartizione da definire tramite decreto del Ministero dell’Economia entro il 31 marzo 2027.
Cosa cambierebbe con la proposta di FdI
L’emendamento di Osnato prevede un’estensione fino a 160 kW per le famiglie con più di tre figli, di cui almeno uno minorenne. “Il contributo spetta a ogni famiglia per una sola auto: il monovolume da sei a nove posti”, spiega il deputato. “L’esenzione prevista dal decreto resta invece personale, quindi se l’utilitaria è intestata all’altro genitore continua a essere esente, come per qualsiasi cittadino”.
La deroga per chi ha due auto intestate
Per il caso in cui lo stesso genitore abbia intestati sia il monovolume sia un’utilitaria, l’emendamento introdurrebbe una deroga alla regola attuale, che agevolerebbe altrimenti l’auto meno potente: “Il contributo va al monovolume e l’utilitaria torna a pagare il bollo. È un messaggio chiaro: per una famiglia numerosa l’auto da salvaguardare è il monovolume, perché è l’unica in cui tutta la famiglia può viaggiare insieme”.
Come arriverebbe lo sconto
A differenza dell’esenzione già decisa dal governo, in cui il proprietario non paga affatto il bollo, per l’estensione proposta da FdI il contribuente pagherebbe la tassa e riceverebbe successivamente una somma a copertura dell’intero importo, forse attraverso l’Irpef, anche se il canale non è ancora definito e richiederebbe un’interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate.
I tempi e i costi della misura
Il decreto che ha introdotto la prima esenzione dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro il 16 novembre 2026. Il termine per presentare gli emendamenti alla Camera si è chiuso il 1° ottobre alle 12: ora la Commissione Finanze dovrà esaminare e votare le proposte di modifica, prima del passaggio in Aula e poi al Senato. Sulle coperture, Osnato spiega che il costo della misura “è contenuto: circa 40 milioni di euro per il 2027. È una stima prudenziale, calcolata come se ogni famiglia numerosa con un’auto ricevesse il contributo più alto; il costo reale sarà certamente inferiore. La copertura è già stata individuata in collaborazione con il Ministero dell’Economia”.
Fonte: Fanpage.it, articolo di Michelangelo Mecchia, con intervista a Marco Osnato (FdI)