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Bonus benzina 2022, a quanto corrisponde e chi può beneficiarne: come funziona

Il Consiglio dei ministri, venerdì 18 marzo 2022, ha approvato il decreto energia per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi in Ucraina. Tra le finalità dell’esecutivo quello di contenere gli aumenti record dei prezzi concernenti luce, gas e carburanti. Tra le misure il taglio delle accise sui carburanti di 25 centesimi per un mese, che però tanti hanno definito insufficiente, ma anche il bonus benzina da 200 euro per il 2022. A chi spetta? Cerchiamo di fare chiarezza.

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Bonus benzina 2022, a quanto corrisponde e chi può beneficiarne: come funziona

La temporanea riduzione del prezzo della benzina e del gasolio non è l’unica misura che il governo Draghi ha preso per contrastare i rincari. Il decreto introduce una novità: il bonus carburante appunto. Per il 2022, l’importo del valore di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito. Come si legge sul sito del Governo, si tratta infatti di un buono benzina ceduto “a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore” che per il 2022 non concorre appunto alla formazione del reddito. Contrariamente ad altri buoni, quello per il carburante non è riservato solo a chi ha l’Isee inferiore a una certa soglia. Dunque potrebbero  riceverlo tutti e beneficare di uno sconto quando vanno al distributore. I dettagli però ancora non sono stati resi noti.

Le misure previste dal decreto energia

Tra le altre misure presenti nel decreto energia, anche la rateizzazione delle bollette consentita fino a due anni. “Al fine di contenere gli effetti economici negativi derivanti dall’aumento dei prezzi delle forniture energetiche le imprese con sede in Italia, clienti finali di energia elettrica e di gas naturale, possono richiedere ai relativi fornitori con sede in Italia la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici, relativi ai mesi di maggio e giugno 2022, per un numero massimo di rate mensili non superiore a ventiquattro”. Il premier Mario Draghi ha spiegato in conferenza stampa che “a differenza degli scorsi provvedimenti, gran parte degli interventi di oggi non sono finanziati dal bilancio pubblico, ma dalle aziende del comparto energetico. Tassiamo una parte dei profitti in eccesso che i produttori stanno facendo grazie all’aumento dei costi delle materie prime, e redistribuiamo questi soldi alle imprese e alle famiglie in difficoltà”. Leggi anche l’articolo —> Quando scende la benzina e conviene fare il pieno? Cosa dice il decreto taglia-prezzi

 

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