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Perché nessuno indossa la mascherina a “C’è posta per te”? Interviene Maria De Filippi

Quel che fino a poco tempo fa era normale diventa quasi ‘condannabile’ in tempi di coronavirus. La messa in onda della prima puntata di C’è posta per te, trasmessa sabato 9 gennaio 2021, ha fatto balzare agli occhi del pubblico un’osservazione inevitabile: perché nessuno indossava la mascherina? Né la platea presente in studio, né i protagonisti delle storie, tanto meno i postini: nessuno dei presenti portava i dispositivi di protezione tanto raccomandati dall’inizio della pandemia. La domanda, posta da più parti, ha trovato spiegazione nelle parole della stessa De Filippi.

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“C’è posta per te” pubblico senza mascherina: Maria De Filippi spiega il motivo

Intervenuta in diretta su RaiTre a Che tempo che fa, Maria De Filippi ha svelato l’arcano ai microfoni di Fabio Fazio. “Sono stata fortunata – ha ammesso la conduttrice – perché abbiamo registrato in gran parte in un periodo più favorevole. Tamponi e isolamento per i protagonisti delle storie restano centrali. Vengono tutti tamponati, – ha spiegato – chiusi in un albergo. Sia chi riceve che chi manda la posta”. “Quest’anno, – ha proseguito la padrona di casa di C’è posta per tequando c’è stato quello che c’è, non sapevamo. Quindi abbiamo fatto così: chi mandava la posta veniva tamponato e chiuso; i destinatari, dopo avere ricevuto la posta, venivano tamponati e chiusi. Qualcuno è stato rimandato a casa”.

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“Abbiamo la fortuna di ricevere tante richieste. È un lavoro certosino”

“Non ci saranno ospiti internazionali. – ha precisato la De Filippi sottolineando le difficoltà del periodo – ‘C’è posta’ cambia ogni anno perché viene fatto con le storie della gente. Ieri sera (sabato 9, ndr), ad esempio, andava in onda la storia di una ragazza che chiamava per il padre che non ha più un lavoro. Appartiene a un momento ben preciso. Quest’anno troverai persone che hanno perso i loro cari in terapia intensiva senza nemmeno poterli vedere”.

Dietro la scelta delle storie messe in onda in prima serata, c’è sempre un’enorme mole di lavoro. “Abbiamo la fortuna di ricevere tante richieste, – ha approfondito Queen Mary – ne riceviamo 600/700 al giorno. È un lavoro certosino. C’è una redazione che lavora tutto l’anno. Io vedo tutti gli ospiti che portiamo in trasmissione e in quel momento scegliamo le storie. Poi viene consegnata la posta e spesso la posta viene rifiutata per cui la storia non viene presa e si va avanti. Se guardi bene la trasmissione ti accorgi che in una storia sono abbronzata, in un’altra ho i capelli un po’ più lunghi. Non ci sarebbe un altro modo per fare ‘C’è posta’”. “È il programma che mi agita di più. – ha confessato – Quando il destinatario della posta entra in studio è la prima volta che lo vedo anch’io”. >> C’è posta per te registrazioni 2020: ecco come cambia il programma dopo il Covid

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