Vai al contenuto

Canone Rai, spunta l’ipotesi di taglio: di quanto potrebbe scendere

25/09/2026 08:42

Dopo il bollo auto, il dibattito politico si sposta sul canone Rai. Un emendamento presentato dai relatori Claudio Fazzone e Roberto Rosso, entrambi di Forza Italia, alla riforma della governance della Rai, tornata all’esame del Senato, apre alla possibilità di ridurre l’importo pagato dagli utenti.

Canone Rai, un emendamento al Senato apre alla possibilità di ridurre l'importo attuale di 90 euro

Quanto si paga oggi

Attualmente, la quota ordinaria del canone Rai è pari a 90 euro all’anno, addebitati automaticamente in dieci rate mensili da 9 euro, da gennaio a ottobre, sulle bollette della luce domestiche. Dopo la parentesi del 2024, quando l’importo era stato temporaneamente ridotto a 70 euro senza però essere confermato negli anni successivi, la cifra è tornata ai livelli standard per il 2025 e per il 2026.

Il vincolo della copertura economica

L’emendamento non prevede una riduzione automatica dell’importo pagato dagli utenti. Un eventuale taglio sarebbe possibile soltanto dopo aver individuato risorse pubbliche alternative in grado di compensare i minori introiti destinati alla Rai. Il testo stabilisce infatti che qualsiasi variazione al ribasso del canone debba essere accompagnata da forme di finanziamento pubblico equivalenti, così da garantire alla concessionaria risorse adeguate e prevedibili.

Nessuna cifra ancora definita

Al momento non è stato indicato di quanto potrebbe diminuire il canone, né sono state definite le risorse con cui finanziare l’eventuale taglio. Per tutto il 2026 la situazione resta comunque invariata: l’importo del canone è confermato a 90 euro.

Il precedente della Lega: proposta di taglio a 70 euro

Nel novembre 2025 la Lega aveva già presentato un emendamento per riportare il canone da 90 a 70 euro, con una copertura economica indicata in circa 430 milioni di euro. Quella proposta aveva incontrato l’opposizione di Forza Italia.

Le posizioni dei partiti di maggioranza

Sul tema si registrano sensibilità diverse all’interno della maggioranza: la Lega ha storicamente sostenuto la riduzione del canone, mentre Forza Italia guarda con maggiore attenzione al perimetro della Rai sul mercato pubblicitario. Fratelli d’Italia, dal canto suo, avrebbe interesse a garantire alla televisione pubblica un livello di finanziamento stabile.

Il voto in commissione

L’emendamento è stato sottoposto al voto dell’8ª Commissione del Senato nella giornata del 23 settembre, nell’ambito dell’esame della più ampia riforma della governance Rai, in discussione da mesi a Palazzo Madama.

Le critiche dell’opposizione

Alcuni esponenti dell’opposizione, tra cui i senatori Roberto Natale e Barbara Floridia, hanno criticato l’impostazione della riforma, sostenendo che l’operazione rischi di mantenere un condizionamento politico sulla gestione del servizio pubblico radiotelevisivo.

Fonte: Il Manifesto, ScreenWorld, Studenti.it, Sbircia la Notizia, Il Giornale d’Italia, Nordest24, con dati Ansa

Continua a leggere su UrbanPost