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Caso Roggero, la rivelazione: uno dei rapinatori uccisi doveva finire in cella due mesi prima

25/07/2026 08:05

Caso Roggero: la rivelazione su uno dei rapinatori uccisi durante l’assalto alla gioielleria
Torna a far discutere il caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 uccise due dei rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria a Bra. Una nuova ricostruzione, pubblicata da “Il Foglio” e ripresa dal quotidiano “La Verità” in un articolo firmato da Gianluigi Paragone, rivela un retroscena che getta nuova luce sull’intera vicenda.

Un’occasione mancata due mesi prima della rapina

Secondo la ricostruzione firmata dal giornalista Ermes Antonucci, due mesi prima dell’assalto alla gioielleria di Roggero, i carabinieri di Alba avrebbero chiesto alla Procura di Asti l’arresto di Andrea Spinelli, uno dei due rapinatori poi uccisi durante il tentato colpo. La richiesta sarebbe legata a un episodio di estorsione ai danni di un imprenditore, avvenuto nel garage di quest’ultimo.

Secondo quanto ricostruito, Spinelli avrebbe minacciato e colpito con schiaffi l’imprenditore, per poi costringerlo, insieme a un complice, a firmare delle cambiali sotto minaccia. Un episodio di violenza che, secondo i carabinieri, avrebbe giustificato l’adozione di una misura cautelare nei confronti del giovane, già noto alle forze dell’ordine.

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La Procura non diede seguito alla richiesta

Nonostante le prove raccolte e la perquisizione della casa di Spinelli, la Procura avrebbe scelto di non procedere con la richiesta di misura cautelare, ritenendo sufficiente l’effetto deterrente della perquisizione stessa per allontanare il giovane da altri reati.

Una valutazione che si è rivelata, con il senno di poi, drammaticamente sbagliata: poche settimane dopo, infatti, Spinelli si sarebbe unito al gruppo che pianificò l’assalto alla gioielleria di Roggero, con l’esito ormai noto alle cronache.

La replica del procuratore di Asti

Interpellato sulla vicenda, il procuratore di Asti, Biagio Mazzeo, ha ammesso la possibilità di un errore di valutazione, pur sottolineando come non fosse ragionevolmente prevedibile che quel soggetto potesse arrivare a compiere una rapina in gioielleria dopo un episodio di violenza ai danni di un imprenditore.

Il procuratore ha inoltre osservato come, in casi simili, sia necessario valutare con attenzione anche l’attendibilità delle denunce ricevute, e che il solo trascorrere di due mesi non sarebbe automaticamente sufficiente a giustificare l’adozione di una misura restrittiva della libertà personale.

Il caso Roggero, tra legittima difesa e domande ancora aperte

La vicenda di Mario Roggero, che nel 2021 reagì armato durante la rapina nella sua gioielleria causando la morte di due degli aggressori e il ferimento di un terzo, è da anni al centro di un acceso dibattito pubblico sul tema della legittima difesa in Italia.

Questa nuova ricostruzione riapre ora interrogativi importanti su quanto accaduto nei mesi precedenti alla rapina, e su un possibile mancato intervento che, se attuato per tempo, avrebbe forse potuto cambiare il corso degli eventi, evitando l’intera tragica sequenza di fatti che ha coinvolto Roggero e i due rapinatori.

Fonte: La Verità, articolo di Gianluigi Paragone, che riprende una ricostruzione esclusiva de “Il Foglio” firmata da Ermes Antonucci

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