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Caso Yara, Elisabetta Aldrovandi: «Dubbia la condanna di Massimo Bossetti»

Caso Yara Massimo Bossetti, analisi reperti negata. Giudicata inammissibile. Non dà cenno di volersi placare il dibattito mediatico relativo al clamoroso dietrofront della Corte di Assise di Bergamo che, dopo avere nei mesi scorsi concesso alla difesa di muratore la ricognizione dei reperti di indagine, a fine maggio li ha invece posti sotto sequestro rigettando l’istanza in quanto “inammissibile”.

Caso Yara, Elisabetta Aldrovandi Bossetti

L’avvocato Elisabetta Aldrovandi difende Bossetti: dubbi sulla sua condanna

L’avvocato Claudio Salvagni si è detto basito per ciò che è accaduto. “Qualcuno ha paura che si vada a indagare su questi reperti” perché “lì dentro c’è un clamoroso errore!“, ha detto. A difendere le ragioni di Massimo Bossetti anche l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime, che in una intervista a Bergamonews ha espresso dubbi sulla sentenza che ha condannato in via definitiva all’ergastolo il muratore di Mapello.

“Prima di tutto tengo a precisare che come legale ho pieno rispetto delle sentenze dei giudici, ma ritengo quantomeno dubbia quella inflitta a Bossetti” – ha detto Elisabetta Aldrovandi – Quando un imputato è colpevole, a causa di elementi probatori schiaccianti, solitamente chiede il rito abbreviato che permette di ottenere lo sconto di un terzo della pena. Bossetti, invece, sicuro della sua innocenza, non ha mai optato per riti alternativi a quello ordinario. E ciò mi fa riflettere sulla sua colpevolezza”. Parole, le sue, che hanno fatto discutere.

caso yara calzini imbrattati di sangue

Caso Yara: dibattito acceso a “La vita in diretta”

Se n’è parlato a La vita in diretta, dove è anche intervenuto l’avvocato Salvagni, uno dei difensori di Bossetti. “Mi sembra strano che un avvocato con un ruolo particolare non possa esprimere un pensiero”, ha detto. “Questa sentenza ha lasciati aperti tantissimi dubbi sempre alimentati da tutte le sentenze e dai continui ‘no’ alle nostre richieste di perizia, se si fosse voluto eliminare ogni dubbio bastava concederlo e questo avrebbe tolto ogni possibilità di dubbio”.

Il dibattito si è poi acceso quando il magistrato Ines Pisano ha contestato la tesi della  Aldrovandi relativa alla scelta del rito ordinario da parte di Bossetti. “Quando le carte possono essere particolarmente dure per l’indagato, può scegliere di andare in dibattimento. Sulla scelta del rito ritengo che questo non dica nulla”. A tal riguardo Salvagni ha poi precisato che la scelta del rito abbreviato “non voluta da Massimo Bossetti e appoggiata perché con il dibattimento abbiamo spiegato le anomalie del Dna”. Potrebbe interessarti anche —> Massimo Bossetti insiste: sugli abiti di Yara la prova della sua innocenza? News sui reperti

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