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Yara Massimo Bossetti Dna documento clamoroso: «Sono ben 54 i campioni da analizzare»

Omicidio Yara Gambirasio news: ancora un colpo di scena nell’ambito della truce vicenda che ha visto vittima, il 26 novembre 2010, la ginnasta 13enne di Brembate e per il cui delitto è in carcere, condannato in via definitiva, il muratore bergamasco Massimo Bossetti. Secondo quanto rivela il settimanale ‘Oggi’, infatti, vi sarebbero 54 i campioni di Dna riconducibili a Ignoto 1 da poter analizzare.

Massimo Bossetti revisione processo: ci sarebbero 24 campioni di Dna da analizzare

«Sono ben 54 i campioni di Dna riconducibili a Ignoto 1 e che possono ora essere nuovamente analizzati. Ben 54 e non zero, come invece aveva sostenuto la Procura durante il processo contro il muratore di Mapello per l’omicidio di Yara Gambirasio. Un processo che ora potrebbe presto arrivare alla svolta più clamorosa: la revisione». Massimo Bossetti, quindi, spera di poter far riaprire il caso anche perché, com’è noto, dalla prima ora si professa estraneo ai fatti contestati e vittima di un clamoroso errore giudiziario. Il settimanale Oggi ha dunque pubblicato il documento esclusivo che mostra quattro pagine firmate dal presidente della Corte d’Assise, Giovanni Petillo, «che riporta l’elenco di 98 reperti dell’inchiesta confiscati perché non vengano distrutti, né restituiti (ai familiari della vittima e di Bossetti).Viene ufficializzato che ci sono, ancora utilizzabili, ben 54 campioni di Dna di Ignoto 1 in provetta. Una novità importante che smentisce clamorosamente quanto scritto nelle motivazioni della sentenza della Corte d’Assise di Brescia: ‘Quello che è certo, in ogni caso, è che non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni’».

Caso Yara ultime news

 

Avvocato di Bossetti: «La Suprema Corte ha scritto il contrario della verità»

«Se il Dna c’era ancora ed era a disposizione in notevole quantità, come è possibile che il presidente della Corte d’Assise di Brescia, Enrico Fischetti, abbia scritto nella sentenza d’Appello il 17 luglio 2017 che “il materiale genetico è esaurito”? Quali verifiche erano state fatte?» – questo il pensiero al riguardo dell’avvocato Claudio Salvagni, uno dei legali difensori di Bossetti, intervistato dal settimanale ‘Oggi’ – «Anche la Corte di Cassazione ha fatto sue le conclusioni dei giudici di Brescia definendo “ininfluente” la possibilità che il Dna esistesse ancora. Oggi il presidente Petillo ha emesso un decreto e ci ha consegnato un documento che, da solo, è sufficiente per chiedere la revisione del processo. Dimostra infatti che in una sentenza passata in giudicato la Suprema Corte ha scritto il contrario della verità». Come si muoverà, adesso, il pool difensivo del carpentiere Bergamasco? «Voglio credere che i reperti siano conservati in modo adeguato perché sono certo che Ignoto 1 non sia Bossetti e che la nuova perizia dirà un’altra verità. Ma se confermasse che gli inquirenti non hanno sbagliato almeno Bossetti sconterà l’ergastolo dopo aver avuto un giusto processo e la possibilità di difendersi».

massimo bossetti processo d'appello

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