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Dov’è Giuseppe Conte? Che succede? L’arrivo di Letta fa tremare il M5S

Dopo l’entrata in scena di Mario Draghi, che ha creato una vero e proprio uragano tra le pareti di alcuni partiti della maggioranza, a portare tempesta ora è l’arrivo di Enrico Letta. Soprattutto per quanto riguarda la rifondazione del Movimento 5 Stelle: la sua nomina ha sicuramente lasciato a bocca aperta i big pentastellati, in particolare Beppe Grillo e Giuseppe Conte che, quindi, si sono trovati a fare “i conti senza l’oste”. Se l’ex Premier era certo di trovare una spalla in Zingaretti, magari per una alleanza in grado di far tornare Conte in auge, ora le carte in tavola sono cambiate e bisogna ridisegnare il quadro da capo.

Giuseppe Conte, con Letta arrivano nuove difficoltà

Come scrive Il Riformista, infatti, Letta ha già aperto le porte a una possibile alleanza che va da Renzi a Calenda, da Bonino a Leu. E solo dopo si potrà verificare e ci sono i presupposti per trovare spazio al Movimento 5 Stelle. Quello che è certo è che con il nuovo segretario, la guida del Partito Democratico subirà uno scossone. Scossone che, però, potrebbe non essere di gradimento a Giuseppe Conte e Beppe Grillo che si vedevano già sistemati. Perchè ora, una eventuale futura candidatura di Letta come premier, non si può più escludere. E quindi le cose per Conte si potrebbero complicare.

Non è un caso che i grillini non si stiano facendo notare da ormai un paio di settimane. Le ultime loro notizie, infatti, risalgono alla foto scattata a Grillo e Conte nella casa a Marina di Bibbona del Garante. Lo scorso giovedì, poi, l’ex presidente del Consiglio è stato visto attorno al Parlamento, con un’auto di scorta. E sebbene Grillo sia tornato a essere piuttosto attivo sui social, cosa stiano veramente tramando i due ancora non è dato sapersi. Probabilmente, non lo sarà almeno prima di Pasqua. Quello che è trapelato fino adesso grazie ai più informati è che il Piano riformativo è ancora informe e “deve essere modificato per l’arrivo di Letta”. Inoltre, sappiamo che “potrebbe identificarsi soprattutto nei due grandi temi cari a Beppe: la transizione ecologica e digitale”. In questo senso, il Movimento 5 Stelle con Giuseppe Conte potrebbe decidere di concentrarsi principalmente su quelle due questioni, e di lasciare “al PD le questioni legate ai diritti e al sociale”.

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conte

Giuseppe Conte e M5S: tutto da rifare

Il Piano di rifondazione però è ancora del tutto embrionale. Se lo si aspettava per questa settimana, è ormai chiaro che si farà attendere fino a dopo Pasqua. “Con Grillo può essere tutto, ma i tempi si allungano. Sono cambiate tante cose in dieci giorni”, dicono. Ovvero la nomina di Enrico Letta che, tra l’altro, almeno pubblicamente è stata vista di buon occhio dal Movimento 5 Stelle. “Nel suo discorso ha indicato tanti obiettivi sui quali è assolutamente necessario il confronto e il comune impegno per il bene del Paese”, ha scritto Giuseppe Conte sui suoi profili social network. Anche Di Maio ha espresso positività: “Insieme possiamo raggiungere obiettivi importanti per l’Italia. Concetrati su transizione economica e 2050”. Un entusiasmo che, tuttavia, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per Conte.

Il vero fulcro della ristrutturazione del Movimento 5 Stelle, comunque, non è il piano: sono le alleanze. “Devono evitare di presentare una proposta troppo rivoluzionaria e poco condivisa”. Altrimenti, il rischio di raccogliere troppe critiche potrebbe essere deleterio. Tra i punti più scottanti ci sono sicuramente la questione del secondo mandato, delle eventuali eccezioni, dei rapporti con la piattaforma Rousseau. Ma c’è anche il nodo degli espulsi e, soprattutto, la legge elettorale. Se con Zingaretti il Movimento era riuscito a contrattare per il proporzionale, Letta ha immediatamente chiarito la sua posizione rispetto al maggioritario.

Beppe grillo

Giuseppe Conte e i nodi del Movimento 5 Stelle

Anche se tutti questi tempi possono sembrare secondari in un momento di rifondazione, sono in realtà le fondamenta del nuovo Movimento 5 Stelle. Soprattutto quello del limite del secondo mandato: su questo il partito si divide letteralmente tra chi chiede ricambio e rinnovamento e chi, magari già al secondo, è diventato un fermo sostenitore dell’importanza dell’esperienza maturata proprio all’interno dell’arena politica. Un altro tema particolarmente dolente è la piattaforma Rousseau e il suo gestore Davide Casaleggio: alcuni spingono per tagliarlo fuori, altri riconoscono che a oggi il legame tra il Movimento 5 Stelle e la piattaforma è talmente stretto da non poter andare avanti (e ripartire) senza. A meno che non si voglia riscrivere da zero la storia di un nuovo Movimento 5 Stelle.

Infine, c’è da considerare un’ultima coesistenza: quella tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Dopo tutto, Luigi Di Maio sceglierà di farsi ancora una volta da parte per lasciare la strada libera a Giuseppe Conte? E, nel caso, Conte farà lo stesso con Letta? Non è così scontato. Per questo l’alleanza tra M5S e PD ora sembra essere piuttosto traballante. Per fortuna che ancora non si parla di elezioni. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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