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Chef Rubio: «Ho lasciato la tv perché non ero più libero. I rider? Fatevi pagare di più»

Chef Rubio, all’anagrafe Gabriele Rubini, al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino intervistato dal direttore della manifestazione, Massimiliano Borgia, ha parlato dei suoi ultimi viaggi, del suo allontanamento dalla televisione e del tema scottante “food delivery”. «La tv l’ho padroneggiata dal primo istante, ho fatto quello che volevo fare sempre e comunque. Ma quando non l’ho più potuto fare mi sono fatto da parte», ha detto l’ex rugbista e cuoco diventato famoso per programmi quali “Unti e bisunti” e “Camionisti in trattoria”.

Chef Rubio

Chef Rubio: «Ho lasciato la tv perché non ero più libero. I rider? Fatevi pagare di più»

Chef Rubio ha viaggiato molto in questi mesi: di recente è stato in Sri Lanka, in Iran e infine a Gaza, quest’ultima ha fatto da sfondo ad un suo nuovo progetto«Qui sono riuscito a entrare facilmente in carcere per diversi giorni, portando anche delle macchine fotografiche. In carcere i detenuti vengono chiamati ospiti, e hanno un cuoco che cucina per loro in maniera sublime. Un giorno abbiamo fatto un “incontro” tra pasta al pomodoro, riso al curry e pollo, e abbiamo parlato della differenza tra i due popoli, che non c’è». Stando al noto cuoco «il cibo non si esaurirà mai. Speriamo che si esaurirà invece prima o poi questo filone di programmi culinari che qualche volta riescono a centrare l’obiettivo altre volte no».

Chef Rubio

«Se avete studiato per un’altra cosa o volete fare altro smettete di pedalare per i potenti»

A margine del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino Chef Rubio ha speso qualche parola anche sul food delivery: «Quello che fa male è la filosofia che c’è dietro perché se non scendo più in strada, non parlo più con le persone ma affido tutto a un click e permetto anche di strumentalizzare dei lavoratori senza le dovute tutele, allora faccio parte di un sistema che sarebbe da condannare». Infine Gabriele Rubini ha lanciato un appello ai rider: «Ragazzi, fatevi pagare di più o bloccate le città. Se avete studiato per un’altra cosa o volete fare altro smettete di pedalare per i potenti». E ancora: «Dovremmo smettere di scaricare app, tornare a parlare con le persone e magari andare in bici con loro solo per piacere».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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