È stato identificato il copilota sospettato di aver aggredito a coltellate il collega a bordo del volo Flydubai diretto a Tel Aviv, in quello che le autorità ritengono un tentativo di dirottamento. Secondo quanto riferito dalla CNN, si tratterebbe del 29enne cittadino omanita Hamam al-Hammami. L’identità è stata confermata anche da due fonti informate sui fatti, da un funzionario israeliano e dai media di Stato sauditi.

Chi è Hamam al-Hammami
L’uomo sarebbe nato negli Emirati Arabi Uniti da padre omanita e madre siriana, trascorrendo diversi anni della sua vita nel Paese. In precedenza avrebbe lavorato per Oman Air per sette anni, lasciando la compagnia nel febbraio 2025, prima di entrare in Royal Air Maroc nel giugno dello stesso anno e dimettersi nel gennaio 2026. Un funzionario israeliano ha riferito alla CNN che al-Hammami lavorava per Flydubai solo da otto mesi. Il suo profilo LinkedIn, nel frattempo rimosso, non menzionava la compagnia.
I post pubblicati dopo l’incidente
Secondo quanto riportato, sul profilo LinkedIn a suo nome sarebbero comparsi due post, entrambi pubblicati circa nove ore dopo l’incidente. Non è chiaro, secondo la CNN, chi li abbia effettivamente pubblicati né se fossero stati programmati in anticipo. Il primo conteneva una serie di filmati girati nella cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max, lo stesso modello di aereo coinvolto nell’episodio di mercoledì, con immagini che inquadravano anche un velivolo della compagnia israeliana El Al.
I riferimenti ad al-Qaeda
Il video si concluderebbe con un’immagine di Ayman al-Zawahiri, che guidò al-Qaeda dopo la morte di Osama bin Laden, e con una fotografia di Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, affiliato dell’organizzazione responsabile di un attentato suicida nel 2009 in cui persero la vita nove persone, tra cui sette funzionari e collaboratori della Cia statunitense.
I timori di radicalizzazione già emersi in passato
Secondo una fonte citata dai media statunitensi, il pilota sarebbe stato in precedenza escluso dall’addestramento al volo presso la compagnia aerea nazionale dell’Oman a causa di preoccupazioni relative alle sue posizioni ideologiche, venendo poi riassegnato ad altro incarico. Non è stato possibile stabilire se l’Oman abbia condiviso tali preoccupazioni con altri Paesi o compagnie aeree, né chiarire la natura esatta di quella che viene descritta come radicalizzazione.
Le indagini delle autorità emiratine
Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif Al Shamsi, ha confermato che sono in corso indagini sul tentato atto, durante il quale il copilota avrebbe aggredito il pilota con un’ascia di emergenza, costringendo l’aereo ad atterrare in Arabia Saudita. Le autorità emiratine non hanno ancora fornito una ricostruzione definitiva del movente.
Presunzione di innocenza
Va ribadito che al-Hammami resta, al momento, un sospettato: le ricostruzioni su contenuti social, eventuali legami ideologici e movente restano al vaglio delle autorità emiratine e internazionali, e nessuna condanna è stata ancora pronunciata nei suoi confronti.
Fonte: Il Tempo, Il Messaggero, LaPresse, con dati ripresi da CNN e media di Stato sauditi