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Chi è Pietro Benassi: l’uomo a cui Conte ha ceduto la delega ai Servizi segreti

Una delle questioni sulla quale Matteo Renzi ha particolarmente insistito prima di aprire la crisi di governo è la delega ai servizi segreti. E, in qualche modo, il leader di Italia Viva è riuscito a ottenere quanto desiderato: Conte l’ha ceduta, e lo ha fatto proprio per convincere i “volenterosi” a sostenere la maggioranza. Ma a chi è andato l’incarico? Non a un personaggio politico. Come da copione, il presidente del Consiglio ha scelto un tecnico: Pietro Benassi. Una decisione che si può leggere come un chiaro messaggio a Renzi, questa: Conte ha rinunciato alla delega, ma non l’ha lasciata nelle mani di Italia Viva che l’aveva richiesta in ogni modo. Vediamo però chi è Piero Benassi e come mai è stato selezionato per ottenere la delega ai servizi segreti.

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pietro benassi

Delega servizi, chi è Pietro Benassi

Romano, classe 1958, Pietro Benassi ha dedicato la sua vita alla carriera diplomatica. Iniziata alla Farnesina verso la fine degli anni ’80, il suo lavoro lo ha portato all’Avana, a Varsavia, a Bruxelles e a Washington. Ma non solo: è stato ambasciatore italiano a Tunisi dal 2009 al 2013, ha guidato l’ambasciata di Berlino dal 2014 al 2018. Ha girato tra le ambasciate del mondo finché non è arrivata la chiamata da Palazzo Colonna, con la quale gli si domandava la disponibilità come consigliere diplomatico. O meglio: come “National security advisor”. Proprio il 2018 è l’anno in cui, tra una riunione in Italia e una missione all’estero, inizia a costruire la sua rete di relazioni con il mondo politico e diplomatico tedesco.

Pietro Benassi, infatti, è riuscito a rilasciare i rapporti con Angela Merkel dopo il governo giallo-verde, un esecutivo che sicuramente li aveva incrinati a causa della presenza di Matteo Salvini nel ruolo di ministro dell’Interno. Grazie ai tanti anni passati a Berlino è riuscito a sfruttare le sue conoscenze e i suoi contatti per ricucire ciò che si era spezzato durante il primo governo Conte. Ma colui che ieri ha ricevuto la delega ai serviti è anche l’uomo che ha mantenuto un buon rapporto con l’amministrazione americana, nonostante il periodo storico e le difficoltà politiche. Infine, non dimentichiamolo, è uno dei “vicinissimi” a Conte: un suo uomo di fiducia che ha saputo conquistare in fretta anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Una carriera di successi

E’ l’uomo che ha gestito e portato a termine la negoziazione con l’Unione europea per ottenere i 209 miliardi di euro per il Recovery Plan, ed è lo stesso che sta organizzando la presidenza italiana del G20. Ambasciatore di primo grado, quindi il massimo livello fra i diplomatici, ha condotto una carriera molto completa, e questo permette di dire che forse è l’uomo più preparato che Conte potesse scegliere. Tra l’altro, non è la prima volta che un diplomatico assume la figura di sottosegretario delegato ai Servizi di informazione e sicurezza: prima di lui c’è stato l’ambasciatore Giampiero Massolo nelle vesti di direttore generale del Dis, e oggi presidente dell’Ispi e di Fincantieri. Allo stesso modo William Burns è stato scelto dal neo presidente degli USA Joe Biden per guidare la Cia.

Ora bisognerà vedere quanto spazio sarà disposto a lasciargli per davvero Conte, o se al contrario lo terrà “a briglia corta” nel tentativo di continuare a essere lui stesso l'”autorità delegata”. Intanto, è necessario pensare anche a chi assegnare il ministero dell’Agricoltura, il posto lasciato libero dalla dimissionaria Bellanova. Per quello, però, non c’è fretta: potrà rientrare nella logica del rimpasto che allargherà la maggioranza verso il centro. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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Written by Chiara Caraboni

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