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Cina peste bubbonica, è stato d’emergenza: contagiato un bambino di 3 anni

In Cina è di nuovo stato d’emergenza: questa volta la causa è la peste bubbonica. E’ stato confermato il contagio di un bambino di soli 3 anni nella contea di Menghai, nella provincia meridionale dello Yunnan. Le autorità della regione, che nell’ultimo mese è stata colpita da un’invasione di ratti, hanno dichiarato l’emergenza di livello quattro dopo l’identificazione del contagio. Ora l’obiettivo è quello di prevenire la diffusione dell’infezione, la stessa che nel 14esimo secolo causò la morte di oltre 200 milioni di persone.

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Cina peste bubbonica, contagiato un bambino di 3 anni

Secondo quanto riportato da un comunicato diffuso dall’amministrazione della contea, alcuni giorni fa erano stati ritrovati dagli abitanti di un villaggio numerosi ratti morti. Questo animale, notoriamente, è veicolo della peste bubbonica. Proprio da lì, infatti, si suppone che sia partito il contagio. Non si esclude però che possa anche essere arrivato anche dalla Mongolia, a Nord del Paese, dove lo scorso agosto due persone erano morte proprio di peste bubbonica.

Al momento il bambino presenta sintomi molto lievi, e pare non ci siano altri contagiati. “Sul posto è stato istituito un team professionale di esperti per eseguire ispezioni, diagnosi e quarantena, per condurre un’indagine completa sui pazienti con febbre e per attuare l’isolamento e la diagnosi dei pazienti sospetti e varie attività di prevenzione e controllo epidemico”, si legge nel comunicato. Intanto, sono iniziate anche le attività di disinfestazione, così da eliminare il più velocemente le pulci dei ratti che veicolano il bacillo della peste bubbonica.

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Peste bubbonica e la trasmissione tramite le marmotte

Anche in Mongolia 17 di 21 province sono a rischio. Lo scorso agosto, infatti, le autorità della Mongolia interna avevano messo in quarantena un’intera città per due casi. Quest’anno, poi, la Mongolia ha segnalato 22 casi sospetti di peste bubbonica, di cui 6 confermati, il numero più alto degli ultimi dieci anni. Sia in Cina che in Mongolia ora alle persone viene chiesto di non mangiare animali selvaggi, i quali possono trasportare il bacillo della peste. Oltre ai ratti, a far paura è la marmotta: sebbene la caccia sia vietata, in alcune zone remote del Paese viene ancora mangiata perché considerata una prelibatezza e, secondo la medicina tradizionale cinese, un rimedio naturale per mantenersi in salute.

Per evitare il rischio di contagio, la Russia ha già preso una serie di provvedimenti: sono stati intensificati i pattugliamenti e i controlli nella regione dell’Altai, tra i confini mongoli e cinesi, per tentare di fermare la caccia alle marmotte.

La peste bubbonica, una delle tre forme più comuni di peste, è un’infezione batterica trasmessa dalle pulci dei roditori selvaggi. Questo batterio può uccidere una persona in meno di 24 ore se non trattata per tempo. In brevissimo, infatti, causa linfonodi ingrossati e dolorosi, febbre alta, brividi e tosse. Viene ricordata per aver causato una delle più grosse pandemie della storia, ma al momento esistono gli antibiotici per combatterla e per questo è stata quasi totalmente debellata. Negli ultimi anni, però, è tornata a essere considerata dall’Oms tra le “malattie riemergenti”, visti i casi segnalati. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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