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Tutti i Ciontoli in carcere, respinta la richiesta di Antonio: «Posso stare in cella con mio figlio Federico?»

Omicidio Marco Vannini: la sera del 3 maggio 2021, poche ore dopo la lettura del dispositivo di condanna, tutti i membri della famiglia Ciontoli sono stati tradotti in carcere. Alle 23:30 per Martina Ciontoli e la madre Maria Pezzillo si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia, per Federico e Antonio Ciontoli quelle di Regina Coeli. Lo fa sapere Quarto Grado.

I Ciontoli condotti in carcere dopo la condanna della Cassazione

Per tutti gli imputati, raggiunti da sentenza definitiva emessa dalla Corte di Cassazione, è stata confermata la precedente sentenza d’Appello bis. Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di Marco Vannini. La moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina a 9 anni e 4 mesi per concorso in omicidio.

“Sono attonito, non riesco a comprendere come sia possibile aver confermato una sentenza così errata, in particolare per i familiari dei Ciontoli. Stasera la famiglia Ciontoli si costituirà in carcere”, ha dichiarato dopo la sentenza l’avvocato Giandomenico Caiazza, difensore dei Ciontoli.

“Posso stare in cella con mio figlio Federico?”: respinta la richiesta di Antonio Ciontoli

Dalle indiscrezioni giornalistiche di queste ore, si apprende che appena giunto in carcere Antonio Ciontoli avrebbe chiesto di condividere la cella con suo figlio Federico. “Posso stare in cella con mio figlio Federico? È solo un ragazzo”, avrebbe domandato. La sua richiesta però sarebbe stata respinta. Padre e figlio, che dopo la lettura del dispositivo di condanna avevano intenzione di costituirsi spontaneamente in carcere, sono stati preceduti dai carabinieri che li hanno prelevati dalla loro abitazione. Poi condotti in caserma a Civitavecchia per le generalità e quindi tradotti in carcere.

Resteranno in isolamento in cella per qualche giorno a causa dei protocolli anti Covid. Da quanto trapela avrebbero trascorso le primissime ore di detenzione guardando la televisione. La sola richiesta fatta da Antonio Ciontoli al direttore del carcere romano di Rebibbia, secondo ciò che riporta il Messaggero, sarebbe stata quindi respinta per questioni di protocollo. Potrebbe interessarti anche —> Martina Ciontoli: lettera ai giudici della Cassazione a pochi giorni dalla sentenza sul caso Vannini 

Marco Vannini ha avuto giustizia, il commento della madre

Posso dire a mio figlio che giustizia finalmente l’ha avuta”. Queste le prime parole di Marina Conte, madre di Marco, dopo la sentenza della Cassazione. “Finalmente giustizia è stata fatta. Non c’è nessuna persona che ha vinto. Non è stato facile lottare per ottenerla per 6 anni. Oggi è una liberazione per tutti”, ha aggiunto stremata dalla felicità mista a dolore per ciò che da 6 anni sta vivendo insieme al marito ed alle loro rispettive famiglie. “Noi sopravviviamo sarà così. Non c’è una pena giusta perché nessuno ci potrà ridare Marco. Eravamo una famiglia felice e quella felicità non ci sarà più”.

 

 

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