Ci sono giornalisti che raccontano il potere. Altri che lo osservano da vicino. E poi ci sono figure come Claudia Fusani, che da anni abitano una zona più scomoda, fatta di esposizione continua, conflitto, parola pronunciata senza protezioni. La si riconosce subito nei dibattiti televisivi, negli studi affollati di tensione.
Negli ultimi anni il pubblico generalista l’ha conosciuta soprattutto come opinionista televisiva, presenza ricorrente nei programmi di approfondimento politico. Ma ridurre Claudia Fusani a una figura da talk sarebbe un errore. La sua storia professionale nasce molto prima delle luci degli studi televisivi e attraversa decenni di cronaca giudiziaria, politica, terrorismo, potere e fragilità dello Stato.

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Le origini e la formazione di una giornalista fuori dagli schemi
Claudia Fusani nasce a Firenze il 16 aprile 1962. Studia Lettere, si laurea in Letteratura italiana con il massimo dei voti. È una formazione classica, solida, che lascia un’impronta evidente nel suo modo di scrivere e di parlare.
Diventa giornalista professionista nei primi anni Novanta, in un periodo in cui il mestiere è ancora fortemente legato alla carta stampata, alle redazioni fisiche, alle notti passate a chiudere pezzi. Non è un’epoca romantica. È un’epoca dura. E Fusani ci entra senza esitazioni.
Gli anni a Repubblica e l’ingresso nella cronaca giudiziaria
La sua carriera prende forma a La Repubblica, prima nella redazione fiorentina, poi a Roma. Sono anni cruciali per il Paese. Mani Pulite, il Mostro di Firenze, il terrorismo interno, le inchieste che segnano un’intera generazione di cronisti. Fusani segue da vicino i grandi processi, i tribunali diventano il suo campo di osservazione quotidiano.
La cronaca giudiziaria non è solo un tema. È un metodo. Impone rigore, attenzione, capacità di distinguere i fatti dalle narrazioni. Questa impostazione resterà una costante del suo lavoro, anche quando il baricentro si sposterà sempre più verso la politica.
L’esperienza a l’Unità e il racconto del potere politico
Dopo Repubblica arriva l’esperienza a l’Unità, dove Fusani lavora per diversi anni, arrivando a ricoprire ruoli di responsabilità. Qui il suo sguardo si concentra sul rapporto sempre più stretto tra politica e giustizia. I processi che coinvolgono Silvio Berlusconi, le dinamiche parlamentari, le tensioni istituzionali diventano materia quotidiana.

È un periodo in cui il giornalismo politico è ancora centrale nel dibattito pubblico. Le firme contano. Le parole pesano. Fusani costruisce un profilo riconoscibile, diretto, spesso divisivo, mai accomodante.
Il passaggio al digitale e l’approdo a Tiscali
Quando l’Unità interrompe le pubblicazioni, come accade a molte redazioni storiche, Fusani si sposta verso il digitale. Dal 2017 scrive per la sezione news di Tiscali. È un passaggio che racconta molto dell’evoluzione del giornalismo italiano. Cambiano le piattaforme, non necessariamente il mestiere.
Nel frattempo continua a partecipare a rassegne stampa, programmi di approfondimento, spazi radiofonici. La sua presenza mediatica cresce. E con essa cresce anche l’esposizione al pubblico.
Claudia Fusani in televisione: tra scontri e visibilità
Il grande pubblico la conosce soprattutto per le sue apparizioni televisive. Talk politici, confronti accesi, scontri verbali che spesso diventano virali. Fusani non adotta uno stile conciliante. Interrompe, replica, incalza. Questo le attira critiche, ma anche riconoscibilità.

In programmi come Dritto e Rovescio o altri format di approfondimento, rappresenta una figura che non cerca consenso immediato. Sta nel conflitto. E lo rende visibile. In un sistema mediatico che spesso premia la semplificazione, questa scelta può creare divisione tra il pubblico.
La vita privata, lontana dai riflettori
Sulla vita privata di Claudia Fusani si sa poco. È una scelta precisa. È sposata dal 2012 con il collega giornalista Claudio Giua. Non ama condividere dettagli personali. Non costruisce narrazioni familiari pubbliche. I social, per lei, non sono una vetrina.
Questo riserbo contrasta con l’esposizione televisiva. Ma forse è proprio lì che si trova l’equilibrio. Tenere separati i piani. Proteggere uno spazio che non deve diventare contenuto.
Una carriera che racconta il giornalismo italiano
Raccontare Claudia Fusani significa raccontare anche una parte del giornalismo italiano degli ultimi trent’anni. Dalla carta al digitale. Dai tribunali ai talk show. Dalla cronaca scritta al confronto televisivo in tempo reale.
È una traiettoria che non segue mode, ma trasformazioni strutturali. E che continua, nel bene e nel male, a generare discussione. Forse è questo il suo tratto più riconoscibile. Non passare mai inosservata. Non scivolare mai via.
