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Draghi, oggi la conferenza stampa: “È stufo. Se non va al Quirinale, torna in Europa” | Retroscena

L’impressione è che tanti stiano attendendo la conferenza stampa di Mario Draghi, fissata alle 18 di oggi pomeriggio, come i bambini aspettano il regalo a Natale. Il premier illustrerà le ragioni delle tanto discusse scelte del governo: dal rientro a scuola in classe all’obbligo vaccinale per gli over 50, misure che non sarebbero frutto di un compromesso politico, ma che troverebbero ragion d’essere nelle evidenze scientifiche. Un appuntamento importante anche in vista dell’elezione del nuovo capo dello stato. Stando ad un retroscena riportato su «Il Tempo» l’economista sarebbe stanco dell’atteggiamento dei partiti: “Anno nuovo, vita nuova. Almeno se lo augura sentitamente, Mario Draghi. Che non vede l’ora di andarsene, che sia Quirinale o anche altrove, magari pure in Europa. L’importante è che sia lontano da loro”, scrive Arnaldo Magro.

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Draghi, oggi la conferenza stampa: “È stufo. Se non va al Quirinale, torna in Europa” | Retroscena

Non pochi hanno accusato Mario Draghi di essere scappato davanti al “pericolo”. Hanno detto che il premier sarebbe fuggito dopo il Consiglio dei ministri, che «non ci aveva messo la faccia». Ma davvero, dite? Non è certo il tipo. Chi lo scrive e pensa è perché fondamentalmente non lo conosce, non sa nulla della sua storia. Ignora il suo modus operandi, quei silenzi non meno eloquenti delle sue parole. Sarà pure diventato premier, ma Draghi non ha subito alcuna metamorfosi da che si trova a Palazzo Chigi: il potere non l’ha cambiato. Lavora al servizio del Paese, come quand’era a capo della Bce: le sue ancelle restano il pragmatismo, il garbo e l’intelligenza. Non un tecnocrate in senso stretto, tantomeno un accademico: proprio perché per lui tutto è finalizzato all’azione. Spesso coglie nel segno, altre volte sbaglia. Ma è il rischio di chi agisce, di chi fa. Mario Lavia su «Il Foglio» scrive che quello di oggi sarà un test per il presidente: sarà “importante decrittare oggi il tono di Mario Draghi, capire se è ancora il commander-in-chief, osservare la verve che pervaderà o non pervaderà le sue risposte ai giornalisti. Dribblerà le domande sul Quirinale meglio di come (non) aveva fatto alla conferenza stampa di fine anno (…). Andrà al merito delle questioni. Ma “come” ci andrà, ecco, sta qui l’odierno banco di prova del presidente del Consiglio”. 

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L’ultimo Cdm un anticamera di quel che accadrà nei prossimi mesi in vista delle politiche

Intanto è di queste ore un “croccante” retroscena uscito su «Il Tempo». Draghi sarebbe sinceramente stanco di fare da mediatore, avrebbe una gran voglia di fare le valigie e lasciare il testimone a qualcun altro. Quanto successo del resto all’ultimo Cdm non è che un antipasto di quel che sarà, vale a dire una battaglia dei singoli partiti per piantare bandierine su ogni quisquilia e accaparrarsi i consensi in vista delle politiche. Ed essendo lui un uomo pratico, che non ha voglia di perdere tempo, come abbiamo detto, non è poi così irreale l’ipotesi di dimissioni. Che sia il Colle, o l’Europa non è ancora chiaro, ha bisogno di aria nuova. Come scrive Monica Guerzoni su «Il Corriere della sera» “la battaglia politica in cabina di regia e poi in Consiglio dei ministri è stata durissima. La Lega ha messo il veto e, come ha raccontato Renato Brunetta al Corriere , ‘Garavaglia si era alzato e se ne stava andando’. Ma poi Mario Draghi ha trattato, mediato e ottenuto il via libera all’unanimità”. 

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Draghi oggi la conferenza stampa: cosa dirà il premier

A frenare forse solo Mario Draghi dal lasciare Palazzo Chigi l’impegno preso con Mattarella e gli Italiani, il senso di responsabilità, il suo essere intimamente un civil servant. Una condizione non proprio invidiabile la sua: tant’è che Magro su «Il Tempo» parla di «gabbia dorata». Il rischio però è che tra una lite e l’altra le riforme decisive per il Paese non vengano fatte, o almeno, non come lui vorrebbe. «È arrivato il momento che Draghi, si renda conto di avere a che fare con la politica di professione, qui non siamo al tavolo educato della finanza europea, dove si sorseggia the al limone» fa trapelare un autorevole esponente dell’opposizione. Ma la vera domanda è: per quanto tempo Draghi riuscirà a resistere, a restare ostaggio delle brame dei partiti? Leggi anche l’articolo —> Draghi e l’ipotesi di dimissioni sul tavolo, il quadro ora si complica: “Mario, non ti disunire”

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