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Conflitto tra Russia e Ucraina: il prezzo del nichel va alle stelle

Il prezzo del nichel sale alle stelle a causa del conflitto tra Ucraina e Russia, uno dei maggiori produttori del metallo argenteo. Oltre all’aumento della domanda di nichel per la diffusione delle auto elettriche, il rialzo dei prezzi è dovuto infatti anche alla crisi tra Mosca e Kiev, che metterebbe sotto sforzo la produzione russa. (Continua a leggere dopo la foto) 

nichel prezzi

La richiesta di nichel è aumentata molto di recente, facendo raggiungere al metallo il prezzo più alto degli ultimi 10 anni. Gli analisti di BofA hanno dichiarato: “Ci aspettiamo un deficit per il 2022”.

Prezzo del nichel alle stelle, l’effetto del conflitto tra Russia e Ucraina

Il nichel è un metallo utilizzato per produrre acciaio inox austenitico e superleghe. Ma, nel corso del tempo, la sua richiesta è aumentata di molto soprattutto per il suo utilizzo nella creazione delle batterie delle auto elettriche. Infatti, nel 2021 più della metà dei veicoli a emissione zero sul mercato era dotato di batterie ricche di nichel e solo nel 20% delle auto elettriche non c’era traccia del metallo. Si ritiene per questo che la domanda di nichel aumenterà di 10 volte entro il 2025. Il prezzo del nichel ha visto quindi un rialzo per l’aumento della domanda del metallo che superava già l’offerta. Ma questa non sarebbe l’unica ragione.

Oggi il nichel ha raggiunto il prezzo di 25.055 dollari a tonnellata, il massimo dal 2011. Questo è dovuto anche ai rapporti critici tra Ucraina e Russia, terzo produttore mondiale di nichel. Infatti, la Norilsk Nickel di Mosca sarebbe responsabile del 7% della produzione globale del metallo argenteo. Tuttavia, il conflitto fra i due paesi, mettendo sotto sforzo la produzione russa, limiterebbe le esportazioni del minerale, convogliandolo invece nella fabbricazione domestica di armamenti. Ciò aumenterebbe il gap tra domanda e offerta, pompando il prezzo del nichel alle stelle, già salito del 18% da inizio anno. Inoltre, la minaccia, da parte degli USA e dei paesi Europei, di imporre sanzioni a Mosca, come conseguenza dell’invasione dell’Ucraina, rallenterebbe l’esportazione russa.

Il gap tra domanda e offerta di nichel

Come segnala MF (Milano Finanza) “tali valori bruciano le stime di Bank of America, che per il nichel aveva fissato solo per il 2023 un target price (in rialzo) pari a 25.000 dollari, mentre per quest’anno la banca d’affari aveva previsto un target di 23.143 dollari”. Gli analisti di Marex affermano che “la domanda di nichel è molto robusta”, per questa ragione “le scorte di nichel alla Borsa di Londra continuano a ridursi. Attualmente sono stoccate poco meno di 84.000 tonnellate al Lme e meno della metà è disponibile sul mercato”.

Oltre ad augurarsi un appianamento dei rapporti tra Russia e Ucraina, la speranza è che l’Indonesia e le Filippine (che insieme alla Russia costituiscono il 60% della produzione globale) riescano a rispondere alla domanda di nichel dell’industria automobilistica. Tuttavia, il 10 febbraio scorso gli analisti di BofA hanno dichiarato che “con il passare del tempo sarà richiesto più materiale. Ci aspettiamo un deficit per il 2022” e, di conseguenza, un rincaro del nichel.

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