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Contributi a fondo perduto, tantissime richieste: «In dieci giorni sul conto!»

Sono già centinaia di migliaia le richieste dei contributi a fondo perduto. L’Agenzia dell’Entrate dal 15 giugno 2020 ha reso attiva la procedura per l’invio dell’istanza. Le richieste si possono inoltrare dal 15 giugno al 13 agosto 2020. Gli eredi, invece, possono presentarla a partire dal 25 giugno fino al 24 agosto. Lo Stato ha stanziato come risorse per i finanziamenti a fondo perduto 6.192 milioni di euro per il 2020. L’Agenzia dell’Entrate ha chiarito come fare richiesta e chi può beneficiare dei fondi. Lo stanziamento è destinato ai possessori di partita IVA ma molte categorie sono escluse. Inoltre, il direttore dell’Agenzia dell’Entrate assicura che in 10 giorni dalla richiesta i soldi arriveranno sul conto dei beneficiari.

Leggi anche >> Fondo perduto Decreto Rilancio, come ottenere il contributo da mille o 2 mila euro

contributi a fondo perduto

Contributi a fondo perduto: beneficiari

A dare tutte le informazioni relative ai contributi a fondo perduto è l’articolo 25 del decreto Rilancio, reso operativo con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020 (clicca qui). Le partite IVA che hanno subìto danni economici a seguito della crisi sanitaria, se in presenza di determinati requisiti, possono presentare domanda dal 15 giugno 2020. I requisiti per fare richiesta sono:

  • partite iva con i ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019;
  • se il fatturato di aprile 2020 ha subito una riduzione del 33% rispetto al fatturato di aprile 2019;
  • se hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019;
  • se hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio dei Comuni in cui lo stato di emergenza per eventi calamitosi era in vigore quando è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria (ovvero il 31 gennaio 2020).

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Gli esclusi

Se, da un lato, i contributi a fondo perduto possono essere richiesti dalle partite IVA, dall’altro i professionisti iscritti agli Ordini e gli autonomi sono esclusi da tale agevolazione. Andiamo a vedere nello specifico tutte le categorie che sono escluse dai contributi a fondo perduto.

  • soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020;
  • gli enti pubblici;
  • gli intermediari finanziari;
  • le società di partecipazioni finanziarie e non finanziarie;
  • le partite IVA che hanno diritto al bonus previsto dal decreto Cura Italia;
  • i beneficiari del reddito di ultima istanza;
  • i professionisti iscritti agli Ordini.

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Come si calcola l’ammontare dei fondi

L’ammontare del contributo dei fondi perduti varia, ovviamente, da soggetto a soggetto. La somma è determinata applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato di aprile 2019:

  • 20% per soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100.000€;
  • 15% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 100.000€ e 400.000€;
  • 10% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 400.000€ e 5.000.000€.

L’importo minimo del contributo a fondo perduto in ogni caso sarà pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi. Per poter ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti in possesso dei requisiti devono fare domanda all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica. I contributi a fondo perduto per le Pmi danneggiate dal coronavirus “verranno erogati dall’Agenzia delle Entrate entro una decina di giorni direttamente sul conto corrente dei richiedenti che rientrano nei parametri fissati dal legislatore”.

Ad assicurarlo è stato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. “La procedura che abbiamo realizzato con Sogei – spiega – consentirà di presentare la richiesta online sul nostro sito Internet oppure tramite il canale Entratel inviando la domanda già precompilata dai software gestionali di cui già si avvalgono i contribuenti e i loro intermediari”. >> Decreto Rilancio testo ufficiale: tutti i bonus per famiglie, lavoratori e imprese

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