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Sul coprifuoco si spacca la maggioranza, ma alla fine arriva l’accordo: sarà rivisto a maggio

Il tema del coprifuoco continua a far discutere, ma ieri sera è arrivato il compromesso: a metà maggio l’esecutivo si impegna a rivalutarlo “sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale”. Così, dopo un’estenuante tira e molla, di fatto si è messo per iscritto quanto già dichiarato in seguito alla presentazione del decreto entrano in vigore il 26 aprile. Anche se arrivarci è stato tutt’altro che semplice.

draghi

Coprifuoco maggio, il braccio di ferro per arrivare all’accordo

A scontrarsi maggiormente, accusandosi reciprocamente, sono stati soprattutto gli alleati Fratelli D’Italia e Lega. Il partito di Giorgia Meloni, infatti, aveva presentato due ordini del giorno, uno per eliminare definitivamente il coprifuoco e uno per posticiparlo alle 24, mettendo in seria difficoltà il gruppo capitanato da Salvini. Tra loro quindi si è creato un vero e proprio braccio di ferro, considerando che la Lega fa parte della maggioranza e il rischio di strappo era palpabile. Perché, di fatto, Fratelli D’Italia ha messo il Carroccio nella posizione di votarli o di sconfessare le loro posizioni. E, in conclusione, ne è venuto fuori un testo che accontenta un po’ tutti, mettendo nero su bianco l’impegno a rivalutare il coprifuoco a maggio.

Su questo voto, però, la maggioranza si è letteralmente spaccata: se PD, M5S e Leu infatti hanno votato contro gli ordini del giorno, Lega e Forza Italia hanno scelto di non partecipare proprio al voto. Rivendicando e ufficializzando l’asse di “centrodestra di governo”. Così, Salvini può dire di essersi portato a casa una vittoria, e Meloni allo stesso tempo può denunciare l’accordo al ribasso alla quale sono arrivati. Tutti elementi da giocare a loro favore oggi in attesa del voto sulla mozione di sfiducia al ministro della Salute Roberto Speranza.

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Coprifuoco maggio, Salvini: “E’ una vittoria della Lega”

“Questo voto significa che la Lega non fa i capricci, ma rappresenta l’esigenza di milioni di italiani. Stare al governo significa poter incidere. Se fossi all’opposizione potrei protestare e lamentarmi, ma non potrei incidere. Noi siamo leali, sbaglia chi vuole buttarci fuori. Draghi si fidi”, ha dichiarato cantando vittoria Matteo Salvini e lanciando una frecciatina all’alleata Giorgia Meloni. Allo stesso tempo, infatti, la leader di Fratelli D’Italia ha gridato al tradimento: “Assurdo! Mentre FdI ha votato per abolire questa misura irrazionale e liberticida, tutti i partiti di maggioranza hanno votato a favore o non hanno partecipato al voto. Da non crederci…”.

Il tira e molla tra i due alleati sta tuttavia facendo inalberare il Partito Democratico: “E’ infantilismo politica la gara a chi si intesta le riaperture”. Allo stesso modo la pensa anche il Movimento 5 Stelle: “Non c’è alcuna vittoria politica da sbandierare. E’ come abbiamo sempre detto in cabina di regia: si seguono i dati”, ha sottolineato il ministro Stefano Patuanelli. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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