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Coronavirus anziani morti al Trivulzio di Milano, il ministero indaga: «Credo che un’ispezione sia utile»

Case di riposo per anziani come bombe ad orologeria in tempi di coronavirus: si accendono i riflettori sul reale numero di morti tra i ricoverati dopo il presunto scandalo del Trivulzio. Pio Albergo Trivulzio, casa di riposo simbolo di Milano: è Repubblica a raccontare una realtà diversa da quella che il mondo fuori ha conosciuto. Sotto accusa l’effettivo numero di decessi nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) da giorni al centro del dibattito. Ma anche l’ipotesi di ‘insabbiamento’ del virus nelle strutture.

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Coronavirus, anziani morti al Trivulzio: testimonianze choc

Anziani morti per coronavirus ‘spacciati’ come vittime di bronchiti e polmoniti stagionali, divieto nell’uso di mascherine e dispositivi di protezione da parte di medici e paramedici, esonero del professor Luigi Bergamaschini – uno dei più qualificati geriatri milanesi – per aver autorizzato le mascherine. E poi, niente trasferimento dei malati al pronto soccorso, nessun tampone. Come quantificare dunque il numero reale di decessi per coronavirus? Si parla di 70 morti, a fronte dei 19 dichiarati. Un “clima di terrore” dice il professor Bergamaschini, reintegrato nella struttura in seguito a minaccia di azione legale in sua tutela dalla Statale. Incredulità su ciò che ha “spinto a tenere sotto silenzio la grave situazione delle nostre strutture”.

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«Abbiamo vari fascicoli aperti sulle case di riposo»

E mentre una nota ufficiale del Pat (Pio Albergo Trivulzio) difende le Rsa fornendo i dati dei decessi comparati a quelli dello stesso trimestre del 2019, la Procura di Milano fa sapere di avere aperto diversi fascicoli sulla questione. «Abbiamo vari fascicoli aperti sulle case di riposo, – ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano – compreso il Trivulzio, e la don Gnocchi, la Casa famiglia ad Affori, la Sacra famiglia di Cesano Boscone, la Casa di riposo del Corvetto. Nascono da denunce di parenti, congiunti, da soggetti estranei che hanno appreso di situazioni. L’intero sesto dipartimento della Procura sta lavorando sulle varie segnalazioni».

Stessa risposta dal viceministro alla Sanità, Pierpaolo Sileri: «Sul Trivulzio – ha annunciato – ho aperto una pratica interna, attendo una valutazione dei Nas e una risposta da parte della Regione Lombardia. Voglio anche consultarmi con il ministro Speranza, credo che un’ispezione sia utile. Ci attende una battaglia lunga e dobbiamo tutelare ospedali e Rsa».

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