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Coronavirus, chiuse tutte le discoteche, il proprietario del Papeete: «Una mossa per sabotare la campagna elettorale»

Il Governo ha emesso l’obbligo di chiusura per tutte le discoteche fino al 7 settembre 2020. Come previsto, i gestori ed i proprietari dei locali esprimono duramente il loro disaccordo. Su Tpi si legge l’intervista rilasciata  dal proprietario del Papeete, Massimo Casanova, celebre locale della vita notturna a Milano Marittima. Casanova é anche un politico ed europarlamentare della Lega. Nell’intervista, Casanova dichiara: «Non siamo sceriffi, ma finora nelle discoteche non c’è stato nessun contagio. Con la chiusura grossissimi danni, molti perderanno il lavoro. Ora che inizia la campagna elettorale chiuderanno anche le piazze».

Papeete chiusura

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Chiusura discoteche, il proprietario del Papeete: «Una mossa per sabotare la campagna elettorale»

L’imprenditore e politico Massimo Casanova lo scorso anno divenne famoso quando Matteo Salvini fu fotografato accanto alla consolle del Papeete con un mojito in mano e vicino alle ballerine che si muovevano al ritmo dell’inno di Mameli. Nell’intervista gli viene chiesto il suo parere riguardo la chiusura di tutte le discoteche. Casanova risponde: «Avevano già imposto la capienza ridotta al 50% e già questo significava chiusura per molte attività. Ora è arrivata la chiusura totale. Almeno si sono presi una responsabilità: finora non l’avevano fatto… Ma nelle discoteche ad oggi non c’è stato ancora un caso di Coronavirus».

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Chiusura discoteche, rischio fallimento e perdita dei posti di lavoro

Con la chiusura delle discoteche infatti, non sono solo i proprietari dei locali a rischiare il fallimento. Specialmente nella riviera romagnola, i locali notturni generano in estate una grande quantità di posti di lavoro, ora tutti messi a rischio. Massimo Casanova spiega: «Abbiamo già subito i danni per il lockdown dei mesi scorsi. Adesso rimarranno a casa altri dipendenti. Ho parlato con un collega e amico che ha 570 dipendenti che rimarranno a casa. Ci saranno danni grossissimi. Se fosse per una causa giusta e condivisa, io sarei stato il primo a chiudere. Ma non condivido quello che stanno facendo». L’imprenditore precisa anche che non é nemmeno possibile tenere aperti i locali ma caricare tutta la responsabilità sui gestori. Ci tiene a precisare che nel Papeete tutti avevano l’obbligo di portare la mascherina, ma spiega: «La gente fai fatica a tenerla ferma. Nei filmati dal basso sembrano sempre uno attaccato all’altro. Poi magari li fai dall’alto, cambiano le prospettive e si vede che tra una persona e l’altra ci sono due metri o un metro. Io faccio il possibile perché funzionino le cose nel miglior modo possibile. Non sono io il sanzionatore o sono lo sceriffo. Come si fa a dire a migliaia di persone ‘Dovete spostarvi di 30 centimetri, avete un metro’. Ci mettiamo a girare col metro? Mi sembra una cosa molto difficile. Io ho fatto tutto quello che potevo. Ho più personale io della questura di Ravenna. Anche questa volta ho fatto il possibile. Se mi chiedono l’impossibile, vengano loro».

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