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Coronavirus, Conte conferma la proroga delle misure fino al 13 aprile

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha appena firmato un Dpcm che conferma la proroga delle restrizioni contro la diffusione del coronavirus, dei divieti e delle chiusure finora previste fino al prossimo 13 aprile. Lo ha annunciato poco fa durante una conferenza stampa in diretta Facebook dal suo profilo ufficiale. “Nel momento in cui i dati si stabilizzeranno inizieremo ad alleggerire le misure, ma non so dirvi ancora quando.” (in aggiornamento)

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Coronavirus, proroga delle misure fino al 13 aprile

Così il Presidente Conte ha confermato quanto detto nel pomeriggio dal ministro della Salute Roberto Speranza. L’annuncio, infatti, era atteso: tutte le misure attualmente in campo vengono prorogate fino al 13 aprile. Il nuovo Dpcm firmato poco fa inizierà entrerà in vigore a partire da lunedì 4 aprile, quando scadranno le misure precedenti. “Il nostro Paese sta attraversando una fase acuta dell’emergenza. Oggi abbiamo superato 13.155 decessi: è una ferita che ci addolora particolarmente, che mai potremo sanare. Non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive che abbiamo disposto, non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di risparmiarvi i sacrifici a cui siete sottoposti. Siamo in stretto contatto sempre con il comitato tecnico scientifico, i quali ci rappresentano che si iniziano a vedere gli effetti positivi delle misure restrittive sin qui adottate.

Ripeto però che non siamo ancora nella condizione di poter iniziare ad abbracciare una prospettiva diversa. E’ la ragione per cui ho appena firmato un nuovo Dpcm che proroga l’attuale regime delle misure così come sono state disposte fino al 13 aprile“, come anticipato in giornata dal ministro Speranza. “Noi ci rendiamo conto che chiediamo un ulteriore sforzo e un ulteriore sacrificio, ma questo lo dobbiamo afferrare tutti. Se noi smettessimo di rispettare le regole, se iniziassimo ad allentare le misure tutti gli sforzi fin qui fatti sarebbero vani. Quindi addirittura pagheremmo un prezzo altissimo, perché oltre al costo psicologico, economico e sociale che fin qui stiamo affrontando, saremmo costretti a ripartire di nuovo. Un doppio costo. Non ce lo possiamo permettere”.

In diretta da Palazzo Chigi

Pubblicato da Giuseppe Conte su Mercoledì 1 aprile 2020

Coronavirus, Conte: “Non siamo nelle condizioni di allentare le misure”

Dopodiché il presidente del Consiglio torna a invitare tutti a rispettare le misure, nonostante una minoranza di persone che ancora non rispettano le regole. “Vorrei ricordare che abbiamo disposto delle sanzioni molto severe, delle multe anche onerose dal punto di vista economico. Lo abbiamo fatto perché non ci possiamo permettere che l’irresponsabilità di alcuni possa comportare un danno nei confronti di tutti”. Conte poi parla della conferma delle restrizioni nel periodo pasquale: “Mi dispiace che queste misure capitino in un momento come la Pasqua. Un momento di serenità, di condivisione, di amore e di pace. Dobbiamo purtroppo affrontare questi giorni di festività con questo regime restrittivo.

Questo sforzo ulteriore ci consentirà di iniziare a valutare una prospettiva: nel momento in cui i dati si dovessero consolidare, inizieremo a programmare un allenamento delle misure. Non vi posso dire il 14 aprile, non siamo nella condizione”. Poi il presidente del Consiglio parla di fase due e fase tre, in riferimento alle prossime decisioni: “Inizieremo a valutare e ad abbracciare la prospettiva di entrare nella fase due, quella di convivenza con il virus. Questo per poi entrare nella fase tre è l’uscita dell’emergenza, con il ripristino delle attività normali. È la fase della ricostruzione e del rilancio economico e sociale“.

Coronavirus, Conte: “Il Mes è inadeguato in questa situazione”

Rispondendo alla domanda di un giornalista, poi, il Premier Conte è tornato a parlare di Europa e Fondo salva Stati (MES): “Sono stato molto chiaro con gli omologhi europei: visto che il dibattito e la discussione di concentrava e ci si affannava a ragionare del MES, ho detto che lo riconsidero e sono fermamente convinto che sia uno strumento assolutamente inadeguato per far fronte a questa emergenza. E’ uno strumento nato per shock asimmetrici: noi stiamo attraversando uno shock di portata epocale che ci sfida sul piano dei sistemi economici e sociali. Non ha nulla a che vedere con shock asimmetrici. Ho detto ai colleghi non mi riproponete il MES con queste regole, perché non ha assolutamente nessuna considerazione ai miei occhi e agli occhi del mio Paese, della mia Patria.

Detto questo, il MES può essere in prospettiva: se senza le regole attuali verrà elaborato in formula diversa, verrà posto nell’ambito di un ampio pacchetto dove i soldi che lì abbiamo messo vengano resi accessibili a tutti i Paesi. Senza condizionalità preventive o successive può essere uno strumento, tra gli altri che dobbiamo elaborare, che ci offriranno la possibilità di mettere in piedi una strategia europea, che è quella di cui abbiamo bisogno. Che ci consenta di poter dire l’Europa c’è, sta rispondendo con voce rigorosa, unitaria, sta dimostrando di essere un insieme coordinato e integrato di Stati che riescono a far fronte comune verso un nemico comune.”

Coronavirus, sospesi gli allenamenti degli atleti professionisti

Una novità che viene introdotta con il nuovo Dpcm, e riguarda l’attività sportiva. Vengono infatti sospese le sedute di allenamento anche per le società sportive e gli atleti professionisti, che dovranno da ora continuare la loro preparazione singolarmente. Successivamente ha fatto chiarezza sull’ora di passeggio con i bambini. “Noi non l’abbiamo autorizzata. In fase di interpretazione, abbiamo detto che se ci sono dei bambini e figli minori quando un genitore va a fare la spesa, si può consentire l’accompagno di un bambino. Questa però non deve essere l’occasione per un genitore di andare a spasso e di avere un allentamento delle misure restrittive”.

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