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Coronavirus, Corrado Augias: «La passeggiata del Papa? Non ha dato un buon esempio»

Sull’Huffington Post l’intervista di Giuseppe Fantasia a Corrado Augias, giornalista, scrittore, conduttore televisivo romano, classe 1935. L’ex politico, al telefono, ha parlato dell’emergenza coronavirus, che di fatto non ha mutato sostanzialmente le sue abitudini: «Vivo già normalmente a casa, perché leggo e scrivo di mestiere e l’unica differenza rispetto a prima è che potevo andare in palestra e adesso no», ma che ha segnato una svolta da un punto di vista collettivo. «Stiamo facendo una prova generale di decrescita. Anche in Italia, soprattutto alcuni movimenti politici, hanno teorizzato la decrescita felice, ma questa a cui stiamo invece assistendo è una decrescita tragica, perché conta sui morti. È anagrafica, sfoltisce i più anziani e alleggerisce i conti della previdenza sociale. Ha connotati di tragedia, ma è una decrescita», ha spiegato il volto noto.

Corrado Augias

Coronavirus, Corrado Augias: «La passeggiata del Papa? Non ha dato un buon esempio»

Nel corso dell’intervista telefonica Corrado Augias ha insistito molto su questo cambiamento collettivo, naturale conseguenza del Covid-19: «L’acqua dei canali di Venezia è più pulita, il cielo di Roma è tornato respirabile e sulla Pianura Padana c’è stata una riduzione consistente dell’inquinamento. Tutto questo quanto lo pagheremo? È questa la domanda che ci si deve porre. Quando si raggiunge un certo livello di benessere e di consumi sociali, tornare indietro è una cosa quasi impossibile. Questo tornare indietro, che sicuramente ci sarà, temo che avrà un prezzo molto alto». Alla domanda “teme il coronavirus”, lo scrittore ha risposto così: «No, non ho paura. Sono un uomo anziano, hanno detto che gli over settanta sono i più esposti e io, avendoli superati da un po’, sono dunque molto esposto. Cerco comunque di essere prudente. La prudenza è l’unica cosa e va consigliata anche ai ventenni, perché il virus non è che fa poi tanta differenza». 

Corrado Augias

«Trump? Beh, ma con lui siamo all’avanspettacolo»

Qualche parola poi sulla passeggiata del papa che pochi giorni fa ha attraversato solitario via del Corso a piedi: «Ha fatto male. Credo che abbia sbagliato e non ha dato un buon esempio. È un sant’uomo, è un uomo di fede, quindi doveva fare l’implorazione al crocifisso della peste e pregare. Sono dei gesti doverosi per il primo dei sacerdoti, però anche un po’ inutili, perché sconfinano nella superstizione!», ha affermato Corrado Augias, che sul presidente Trump ha detto: «Beh, ma con lui siamo all’avanspettacolo. Che una Nazione come gli Stati Uniti d’America, faro del liberalismo, con tutti i suoi difetti, sia chiaro, nel mondo sia governato da uno come Trump, è una cosa che fa dubitare dei tempi che stiamo vivendo!».

Corrado Augias

Corrado Augias: «Quando finirà il coronavirus? L’unico punto forte è sapere come andò la spagnola nel 1919!»

Difficile fare pronostici su quando cesserà l’epidemia, nemmeno Corrado Augias che più volte durante l’intervista ha usato termini come «pazienza» e «prudenza», si sente di sbilanciarsi: «Non lo so, ma sicuramente molto. Hanno rimandato ogni cosa, evento e appuntamento culturale importante, dal Festival di Cannes al Salone del Libro di Torino. La curva dei contagi tra un po’ sicuramente comincerà a scendere, ma il fatto che scenda non significa che il virus sia sparito. Il virus sta lì e approfitta della prima occasione sociale favorevole per risaltare addosso a qualche essere umano e ripartire di nuovo. L’unico punto forte in questo timore è sapere come andò la spagnola nel 1919. Lei sa cosa successe? Beh, la spagnola partì dal Kansas, negli Stati Uniti, e arrivò poi in Europa dove c’era la guerra, il movimento di truppe eccetera. Ebbe un primo accesso cattivo, poi sparì e poi l’estate ebbe un secondo accesso tremendo nel quale morirono non si sa ancora oggi il numero esatto, ma milioni di persone. La seconda ondata fu terribile, molto più della prima, e ne seguì poi una terza che fu più attenuata. La prima, diciamo, ebbe forza cinque, la seconda forza dieci e la terza forza tre/quattro!». E ancora: «Queste furono le tre ondate. Quand’anche il picco del Coronavirus si superasse e tra un mese e mezzo i contagi e i decessi scendessero, non è detto che questo maledetto non ritorni!». 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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