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Coronavirus cremazioni, Calderoli si indigna ma non dice che è un comune leghista a chiedere i soldi

Una delle immagini che rimarrà impressa nella nostra mente, anche quando tutto questo sarà un ricordo del passato, è la fila di auto carri militari che trasportano le bare dei morti da coronavirus. Le vittime sono state così tante da dover richiedere che le salme venissero cremate in altri comuni, lasciando i familiari pieni di dolore e dubbi. E senza un funerale. Ma chi paga per il “servizio”, se così vogliamo definirlo? Beh, il conto delle cremazioni è stato recapitato proprio ai familiari delle vittime da coronavirus. Per questo sono nate tante polemiche, ed è giusto. Non è giusto però che a polemizzare siano persone come il senatore leghista Roberto Calderoli, che prontamente ha puntato il dito contro lo Stato, dimenticandosi che il comune che ha richiesto il rimborso è… amministrato dalla Lega.

LO STATO CHIEDE AI BERGAMASCHI IL COSTO DELLA CREMAZIONE DELLE LORO VITTIME? NON C’È LIMITE ALLA VERGOGNANon c’è…

Pubblicato da Roberto Calderoli su Giovedì 23 aprile 2020

Coronavirus, Calderoli accusa lo Stato per una decisione presa da un comune leghista

“Non c’è limite alla vergogna”, scrive il senatore Calderoli su Facebook. Ha ragione. Non c’è limite alla vergogna quando si utilizzano delle vittime per fare politica. “Le famiglie di Bergamo che non hanno potuto salutare e seppellire i propri cari uccisi dal coronavirus nelle tragiche settimane di massimo picco adesso si stanno vendendo recapitare le fatture per la cremazione, fuori Regione, delle salme dei propri cari inviate nei cimiteri di Ferrara, Modena ecc.- si legge nel post- E a battere cassa non sono dei privati insensibili ma è lo Stato italiano. Ma ci rendiamo conto a quale vergogna siamo arrivati? Lo Stato chiede soldi alle famiglie che non hanno mai più visto i loro cari e hanno dovuto accettare che venissero portati altrove perché le strutture cimiteriali bergamasche erano al collasso?

Ora il Governo si attivi subito con un emendamento al decreto liquidità per rimediare a questa vergogna: questi soldi li paga lo Stato, che non ha saputo proteggere la vita di queste persone, che non ha voluto mettere la zona rossa in Val Seriana per limitare il diffondersi dei contagi, e non ha saputo controllare questa pandemia nonostante gli avvisi da gennaio di tutte le organizzazioni sanitarie a riguardo. Questo non è uno Stato! E da Roma esigiamo che parta una lettera di scuse destinata ad ognuna di queste famiglie”, dice. Poi, dulcis in fundo: “Si vergogni Conte, si vergognino i suoi ministri”.

cronavirus cremazioni

Coronavirus, il comune di Ferrara manda la fattura per le cremazioni direttamente ai familiari

Va bene essere l’opposizione e contraddire il governo, ma c’è un limite a tutto. In particolare se si considera che sì, è vero, la fattura delle cremazioni è stata recapitata ai familiari delle vittime da coronavirus. Ma da chi? Dallo Stato? No. O almeno, non direttamente. La richiesta di pagamento è arrivata dal comune di Ferrara, gestito dal sindaco leghista Alan Fabbri. E’ da tenere presente, inoltre, che le spese sostenute dalle pompe funebri per l”uscita’ della salma sono tasse comunali. Questo però, evidentemente, è sfuggito al senatore Calderoli che, a poco, grida al complotto. O forse non si è voluto interessare abbastanza alla questione, visto che appunto il sindaco da incriminare era proprio del suo stesso partito. Meglio dare la colpa a Conte.

Nello specifico, il senatore parla della fattura ricevuta da Cristina, la quale non sapeva dove fosse finita la salma del padre portata via da Bergamo durante i giorni dell’emergenza. E lo ha scoperto solamente nel momento in cui le è stato recapitato, appunto, un conto che le addebita il costo della cremazione. Un costo che lo Stato, dice Calderoli, non doveva permettersi di chiedere. Parliamo di 563,47 euro di servizi. Il comune di Bergamo ha pubblicato una nota sul suo sito in cui si spiegano le tariffe che i forni crematori hanno praticato per i defunti provenienti dalla città di Bergamo e dalla provincia, per assicurare la trasparenza alle famiglie che hanno perso qualcuno durante l’emergenza. “Ogni forno crematorio ha applicato tariffe diverse- si legge sul sito– in alcuni casi fortemente scontate e agevolate, tenendo in considerazione la condizione particolare del nostro territorio.

I tre Comuni hanno deciso di pubblicarle, comune per comune, sui propri siti ufficiali, garantendo la maggiore trasparenza possibile alle famiglie delle vittime delle scorse settimane”. Ma è giusto che siano i familiari a pagare? >>Tutte le notizie di UrbanPost

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