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Coronavirus, il Dpcm per un “Natale sobrio”: cenone con il coprifuoco

Dopo l’ipotesi di eliminare qualche restrizione per il periodo natalizio, il governo cambia direzione: nessun “Dpcm di Natale”. La prospettiva circolata negli scorsi giorni era quella di lasciare più libertà ai cittadini nel periodo natalizio, sia per risollevare l’umore, sia per sostenere le attività economiche in un periodo fondamentale come quello natalizio. Ma i “rigoristi” continuano ad avere la meglio.

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Dpcm Natale

Il Dpcm del 4 dicembre

Il “Natale sobrio” del governo Conte avrà quindi regole rigide, anche nelle zone arancioni e gialle. Il governo vuole scongiurare una possibile impennata a gennaio. Pertanto, il Dpcm del 4 dicembre, che potrebbe rimanere in vigore fino al 6 gennaio, non contempla al momento un ammorbidimento delle restrizioni. Fino al 3 dicembre, comunque, le ipotesi sulla linea da seguire restano allo studio.

Attività commerciali e coprifuoco

Nell’ottica di diluire l’accesso delle persone per fare acquisti, l’ipotesi è quella di prolungare l’orario di apertura alle 22. Si continua a discutere sul destino delle attività commerciali delle zone rosse, che rischiano di rimanere chiuse. E’ allo studio anche la proposta di riaprire i centri commerciali nei weekend. Se secondo alcuni questo potrebbe consentire accessi “spalmati” su più ore, secondo altri il rischio è che si creino assembramenti nel fine settimana. In tal caso, il coprifuoco potrebbe essere esteso alle 23. Per la sera del 24 dicembre, si contempla la possibilità di spostare il coprifuoco alle 24, per consentire la partecipazione alle celebrazioni religiose per la notte di Natale. Per quanto riguarda il Capodanno, è in discussione l’ora a partire dalla quale sarà vietato lasciare la propria abitazione, per scongiurare eventuali banchetti e festeggiamenti per l’anno nuovo.

Ricongiungimento familiare e spostamenti

All’interno del governo si discute anche se permettere gli spostamenti per il ricongiungimento familiare. Al momento, la mobilità da e verso le regioni rosse e arancioni è vietata, se non per motivi di salute, lavoro o urgenza. Un’apertura dei confini regionali spaventa il governo, che teme che si ripetano gli scenari vacanzieri dell’estate con conseguente aumento dei contagi. Una soluzione possibile è aggiungere come motivazione che giustifica lo spostamento il ricongiungimento familiare.

Nuovo Dpcm conte

Dpcm Natale: bar, ristoranti e impianti sciistici

Per bar e ristoranti, pochi cambiamenti in vista: è confermata la chiusura per tutti i locali sul suolo nazionale alle 18, per limitare occasioni di “socialità allargata”. Si discute la possibile apertura a pranzo nelle zone arancioni. Per quanto riguarda eventuali vacanze sulla neve, il governo ha già escluso la libertà di movimento verso le località di vacanza. Non sarà quindi accolta la proposta dei presidenti di regione che avevano sperato in una riapertura degli impianti sciistici con il 50 percento di capienza e le restrizioni del caso.

Le scuole

Per le scuole, rimane da escludere la prospettiva di tornare in aula entro a fine dell’anno. La speranza è quella di far tornare i ragazzi in presenza dopo le vacanze natalizie, ma molti temono una nuova ondata di contagi proprio a gennaio. >> Tutte le news di UrbanPost

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