in

Coronavirus estate al mare: «Il plexiglass non va, per la spiaggia basta una ‘girandola’»

Coronavirus estate 2020 al mare. Sull’Agi l’intervista di Gabriele Fazio a Cristina Fera, 29 anni, architetto di origini siciliane, trapiantata a Milano per lavoro, che ha avuto un’intuizione, che potrebbe ‘risolvere’ l’estate di tanti italiani. Anziché fare ricorso ai pannelli di plexiglass, la giovane propone per le spiagge una sorta di bungalow a forma di girandola, espandibile fino ai quattro metri e mezzo. Un’idea dal design più accattivante:«La girandola nasce dalla necessità di poter avere tutto ciò che si desidera dal nostro mare. Nonostante i sacrifici che il periodo ci costringe a fare. Potremmo avere una corretta esposizione al sole, per chi volesse abbronzarsi e per chi volesse proteggersi non rinunciando alla brezza marina; e inoltre consente un corretto ricircolo dell’aria attraverso lo sfruttamento del vento e le aperture strategiche della struttura».

coronavirus estate

Coronavirus estate al mare: «Il plexiglass non va, per la spiaggia basta una ‘girandola’»

Distanziamento sociale, prudenza e sicurezza al mare. L’architetto Cristina Fera, impegnato nel settore della moda, ne ha tenuto conto e ha parlato all’Agi di un progetto dall’estetica meno mortificante. Ma perché preferire la girandola al plexiglass? «A parte la forma, la particolarità sono i materiali che vorrei utilizzare, più adatti e conformi al paesaggio marino. Il materiale con il quale rivestire i pannelli oltre ad essere lavabile e igienizzabile, assorbe i raggi del sole senza creare una cappa di calore all’interno del bungalow. Lavorando nella moda è chiaro che per me fosse fondamentale la scelta del tessuto da utilizzare. Quello a cui sto pensando, che alla vista e al tatto può sembrare lino, fa da schermatura per l’aria, bloccandola e tenendoci al sicuro, ma la sua leggerezza asseconda i movimenti del vento e l’orientamento del pannello consente poi l’ingresso dell’aria, veicolandola». La 29enne ha precisato poi cosa non la convince davvero del plexiglass: «Quando viene investito dai raggi solari, surriscalda tutto ciò che c’è al suo interno e l’aumento della temperatura sostanzialmente trasforma quella cabina in una specie di serra».

coronavirus estate

L’architetto Cristina Fera: «Ho già in mente il tessuto che vorrei utilizzare, le aperture, la forma e soprattutto il risultato che voglio ottenere»

Utopia o realtà? Le girandole di cui parla Cristina Fera sono realizzabili? «Ho già in mente il tessuto che vorrei utilizzare, le aperture, la forma e soprattutto il risultato che voglio ottenere, ma siamo chiaramente in una fase preliminare, di studio e c’è ancora tanta strada da fare. Inoltre potrei dover apportare delle modifiche dato che la situazione per quanto riguarda l’estate non è ancora definita. Potrebbero uscire altri decreti o potremmo ricevere altre indicazioni su come usufruire delle nostre spiagge», ha spiegato la giovane, che ha concluso: «Quello che mi auguro sinceramente è che non ci sia nemmeno bisogno di queste precauzioni e che le mie girandole, magari, possano finire in spiaggia solo perché considerate, a prescindere dall’emergenza sanitaria, semplicemente belle. Questo sarebbe il massimo». leggi anche l’articolo —> Coronavirus vacanze estive, si potrà andare al mare? «Aspettate a prenotare»

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Taylor Mega

Taylor Mega Instagram, tuta attillata e sguardo malizioso: «Sempre più f**a»

Justine Mattera Instagram, curve strizzate nel body trasparente: «Pura seduzione!»