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Coronavirus fase 2, in Senato Conte presenta l’informativa tra i fischi dell’opposizione

Oggi pomeriggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha esposto in Senato il piano strutturato dal governo per affrontare la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Non sono ancora ufficiali il come e il quando, ma le prime linee guida sono state tracciate. Informazioni più dettagliate dovrebbero arrivare in settimana, e saranno rese note tramite una conferenza stampa. Già questa mattina, però, sul suo profilo Facebook Conte aveva parlato dell’approccio del governo verso l’allentamento delle misure, un percorso che dovrà necessariamente essere ben organizzato e attento a ogni dettaglio, così da riuscire a evitare una seconda ondata di contagi. Anche in questa occasione, l’opposizione non si è voluta trattenere ha dimostrato la mancanza di appoggio tramite boati tipici delle tifoserie.

In diretta dal Senato

Pubblicato da Giuseppe Conte su Martedì 21 aprile 2020

Coronavirus fase 2, Conte espone l’informativa al Senato

Sarà necessario un piano ben strutturato, in grado di tenere conto sia del rischio di una risalita dei contagi che delle necessità socio-economiche, ormai non più rimandabili. Quindi, per quanto riguarda la fase 2 dell’emergenza coronavirus, il governo oggi a Palazzo Madama ha presentato un piano basato su 5 punti: mantenere e rispettare il distanziamento sociale, promuovendo l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale fino all’arrivo del vaccino; rafforzare le reti sanitarie sul territorio, come arma più efficace per la lotta al virus, con particolare attenzione alle case di cura. Durante il discorso, infatti, ha sottolineato che le misure di allentamento dipenderanno anche dalle capacità di ricezione delle strutture sanitarie, così da riuscire a controllare meglio eventuali nuovi contagi. Sarà necessario quindi prestare molta attenzione ai diversi territori.

Il terzo punto si concentra sull’intensificazione della presenza di Covid-hospital, per migliorare la gestione dei pazienti infetti e ridurre i rischi di contagio all’interno delle strutture sanitarie, un serio problema che negli ultimi mesi ha esponenzialmente aumentato il numero dei malati. Inoltre, il governo ha intenzione di ampliare l’uso corretto dei test, sia dei tamponi che dei test sierologici e infine di rafforzare la strategia di mappatura dei contatti sospetti con l’utilizzo delle nuove tecnologie. In questo caso, si parla della famosa app di tracciamento dei casi dal nome “immuni”, la quale ha creato non poche polemiche.

Coronavirus Fase 2, cosa conterrà il Decreto aprile

A quanto detto da Conte, dimostrandosi consapevole di quanto esse stiano influenzando il morale dei cittadini italiani, si prevedono inoltre delle modifiche sulle misure restrittive delle libertà personali. “Si prospetta una fase complessa. Dobbiamo procedere a un allentamento delle restrizioni e fare il possibile per preservare il tessuto produttivo. Il Paese deve riavviarsi, ma lo deve fare basandosi su un piano ben strutturato”, ha sottolineato a Palazzo Madama prima di presentare il piano economico conosciuto come Decreto aprile. Ovviamente si parla di un allentamento progressivo, che rispetti tutte le condizioni di sicurezza indicate dal comitato degli esperti. Sembra però che non si vogliano fare troppe distinzioni tra i territori, quindi la riapertura avverrà in modo omogeneo in tutto il Paese.

Riguardo al sostegno economico, invece, Conte ha rimarcato l’intenzione di estendere gli aiuti economici: “Il governo è consapevole che le famiglie abbiano bisogno di ulteriori misure, che si protraggano nel tempo. Nel 2020 il Pil cadrà del 9%: dobbiamo potenziare ulteriormente la nostra risposta all’emergenza economica. Per questo il governo chiederà uno scostamento ulteriore al bilancio di altri 50 miliardi che si aggiungeranno ai 25 miliardi già stanziati con il Cura Italia. Questo disavanzo servirà a finanziare diverse misure, tra cui la cassa integrazione e gli indennizzi per gli autonomi”. Peccato solo che i bonus tamponino le falle, mentre quello che sarebbe davvero necessario è cambiare il modello di sviluppo.

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Coronavirus, fischi a Conte dall’opposizione

Dopo aver presentato i piani, il Premier Conte si è rivolto alla maggioranza e all’opposizione, delusa di non essere stata sufficientemente coinvolta nel processo decisionale. Proprio per evitare ulteriori polemiche, Conte ha annunciato che si cercherà di tenere in maggiore considerazione le proposte provenienti da tutti i banchi. Successivamente, il Presidente ha ringraziato la maggioranza per il sostegno dimostrato in questo difficile percorso, e le sue parole sono state seguite da un lungo e coloroso applauso. Quando invece si è rivolto all’opposizione, ribadendo l’importanza del dialogo e del “contributo di una opposizione responsabile”, dai banchi si sono sollevati boati e urla tipici delle peggiori tifoserie. Si sono alternati dei “vergogna” a dei fischi, dimostrando ancora una volta che per alcuni, stato d’emergenza o meno, è sempre e solo una questione politica. Una sfida da stadio.

Infine, il Presidente Conte ha parola di Europa. Quell’Europa che, ancora, non si è dimostrata all’altezza di affrontare l'”appuntamento con la storia”. La stessa che si sta facendo ridere dietro dal mondo. Perché mentre gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone hanno messo in campo diversi trilioni di dollari, l’Ue si sta facendo trovare totalmente impreparata. Ancora una volta. Tutti speravamo che dopo la Grecia non sarebbe mai più successo, e invece purtroppo quello che stiamo vivendo sembra essere un copione già letto. E proprio per questo Conte ha puntato il dito contro la strategia poco solidale messa in campo nel 2008, da cui già è uscita con evidenti fratture sociali ed economiche.

Nel complesso, comunque, il Premier ha ribadito ancora una volta la sua posizione riguardo al Mes, il Fondo salva stati, sottolineando però che rifiutare totalmente potrebbe andare contro alcuni Paesi, come la Spagna, che si sono posti in senso favorevole all’utilizzo del Mes senza le condizionali ordinarie.

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Coronavirus fase 2, l’accordo con l’Unione europea non può più essere rimandato

Tuttavia, è consapevole che sul Mes “si è alimentato un dibattito che rischia di dividere l’Italia in tifoserie”, e che in ogni caso lo ritiene non sufficiente ad affrontare l’emergenza coronavirus. “La trattativa che ci vede impegnati in Europa è complessa, perché la risposta comune non deve essere solo basata su queste misure. Deve essere ben più ampia- ha detto a Palazzo Madama in riferimento alla proposta dell’Eurogruppo per l’European Recovery Found- Chiediamo strumenti nuovi e adatti alla situazione eccezionale che ci si presenta. A noi interessa portare a casa un risultato. Ci interessa condividere le risposte sul tavolo al più presto per non rallentare la risposta comune, perché l’Europa non si può permettere un ritardo nella pandemia”, ha concluso Conte. “O vinciamo tutti o perdiamo tutti”. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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