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Coronavirus Italia, perché Conte non fissa una data di fine quarantena?

10 aprile 2020 – Coronavirus Italia fine quarantena, perché il premier Conte non fissa una data. Sul “Corriere della Sera” l’intervista di Margherita De Bac allo psichiatra Fabrizio Starace, membro del Consiglio Superiore di Sanità, che ha analizzato il comportamento degli Italiani, i quali dopo un periodo di stretta osservanza delle restrizioni governative, ora tendono ad uscire più spesso fuori casa. «Il genere umano non ha mai sperimentato una situazione di tale eccezionalità. Di fronte a un fatto nuovo, all’ inizio abbiamo avuto una risposta di adesione graduale. Poi ognuno di noi si è scontrato con la realtà di tutti i giorni. La realtà è fatta di persone che coabitano in pochi metri quadrati, di crisi relazionali che prima non erano evidenti in quanto le occasioni di scambio e interazione erano ridotte», ha spiegato l’esperto. 

conte data fine quarantena

Coronavirus Italia, perché Conte non fissa una data di fine quarantena?

Un’esperienza mai vissuta prima quella della quarantena forzata a causa del Coronavirus. «Tutta la popolazione da alcuni mesi viene sottoposta alle conseguenze di una situazione catastrofica senza precedenti. I ricercatori cinesi hanno visto che il 50% degli abitanti di Wuhan, sottoposti a restrizioni rigorose, hanno sviluppato depressione, ansia o insonnia che in Italia, dove il lockdown è meno duro, possono dare la spinta a uscire fuori dalle costrizioni ed evadere. I cinesi hanno senso di obbedienza e di rispetto delle gerarchie politiche sicuramente più marcato», ha chiarito il medico. Cosa si può fare per non cadere in tentazione? Quali accorgimenti per spingere le persone a restare a casa? Che può fare il governo? «Sarebbe importante, da parte dei decisori, individuare una scadenza alla quale le persone possano tendere. Una data da rimettere in discussione se ci si rendesse conto che non ci sono i presupposti necessari per passare a una fase meno restrittiva», ha replicato il dottor Fabrizio Starace«La penosa attesa quotidiana della buona notizia genera incertezza. La possibilità di traguardare l’ orizzonte potrebbe aiutare a trovare un adattamento. L’uomo è capace di tollerare le difficoltà ma non l’ incerto».

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Lo psichiatra Fabrizio Starace: «L’uomo ha necessità di definire scadenze»

Avere dei punti di riferimento è fondamentale«Diamo per scontato che il 13 aprile non si possa riprendere l’ attività. Sarebbe importante dirlo con chiarezza fin da adesso e dare nuove indicazioni. La gente potrebbe dare fondo ad altre risorse personali per sostenere la sofferenza. Le faccio un esempio. Se sai che il gesso te lo togli tra 40 giorni aspetti, se non hai una prospettiva certa provi a sfilarlo.L’ uomo ha la necessità di definire scadenze», ha precisato l’esperto. Sarebbe opportuno dunque che il premier Conte fissasse una data, un modo per rendere partecipi i cittadini di quanto sta accadendo. Anche per consentire di «riorganizzare l’agenda mentale» di ciascuno.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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