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Coronavirus Italia, 6.387 casi e 366 decessi: stretta del governo per chi viola la quarantena

Lunedì 9 marzo 2020 – Coronavirus Italia. Cresce nel nostro paese l’epidemia di Covid-19: è salito a 6.387 il numero di persone contagiate con un incremento di 1.326 persone rispetto a ieri. Contiamo 366 i morti, 133 in più, dunque + 57% in un solo giorno. A fornire gli aggiornamenti il commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla protezione civile. «Oggi ci sono 33 guariti in più, che diventano 622 (+5,6%). Registriamo 133 decessi», ha specificato. Nel nostro paese quindi nel complesso i casi di coronavirus sono 7.375, cifra che tiene conto non solo delle persone attualmente positive, ma anche i guariti e dei decessi.

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Coronavirus Italia, 6.387 casi e 366 decessi: stretta del governo per chi viola la quarantena

6.387 persone contagiate, 366 decessi, 622 guariti. Dai dati resi noti secondo la Johns Hopkins University l’Italia è al secondo posto nel mondo per numero di vittime e casi. Prima di noi solo la Cina, che ne registra circa 3.000. A seguire ci sono Iran (194) e Corea del Sud (50). La Lombardia resta la regione più colpita dal coronavirus: dei 366 decessi in Italia per Covid-19 267 sono nella sola regione con capoluogo Milano, circa il 72,9% del totale. 56 persone sono morte in Emilia Romagna e altre 18 in Veneto. 6 Regioni contano tra 1 e 7 deceduti ciascuna. Resta il timore di un collasso sanitario tenendo conto che al momento i malati in terapia intensiva sono 650, ossia 291 in più rispetto a ieri. Di questi, 399 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di ben 40 casi. 3.557 i malati con sintomi ricoverati e 2.180 quelli in isolamento domiciliare. Per alleggerire le terapie il commissario Borrelli ha fatto sapere che “tredici pazienti sono già stati trasferiti o sono in corso di trasferimento dalla Lombardia alle regioni limitrofe”.

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«È difficile fare delle previsioni perché si tratta di un virus nuovo. La differenza la faranno i cittadini»

In vigore da ieri, domenica 8 marzo 2020, le misure di contenimento del nuovo decreto governativo. Nel testo illustrato a tarda notte da presidente del consiglio Giuseppe Conte sono stati vietati l’ingresso e l’uscita dalla Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. In atto anche delle sanzioni: fino a tre mesi di arresto o l’ammenda che può arrivare anche a 206 euro per chi viola le limitazioni agli spostamenti nelle “aree a contenimento rafforzato”. Il premier ha invitato i cittadini a seguire le regole: «È difficile fare delle previsioni perché si tratta di un virus nuovo. La differenza la faranno i cittadini». Conte ha espresso la vicinanza ai parenti delle vittime e ha fatto sapere che il governo ha stanziato già 7 miliardi e mezzo alle imprese e ai nuclei familiari.

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