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Coronavirus, la paura dei corrieri costretti a rischiare per lavorare

Coronavirus corrieri, la paura è diventata una costante durante le giornate di lavoro. Nella situazione che viviamo in questi giorni molti lavoratori, impossibilitati a svolgere le proprie mansioni da casa per via dell’attività svolta, rischiano molto. Non stiamo parlando dei soli lavoratori della sanità, per i quali i rischi sono elevatissimi ma almeno si sta facendo di tutto perché siano dotati dei dispositivi di protezione individuale previsti. Tra le categorie a rischio e altrettanto sovraccariche di lavoro, ci sono i corrieri espresso.

coronavirus corrieri

Coronavirus corrieri: tra superlavoro e rischio contagio

Con moltissimi negozi chiusi e la prescrizione di evitare al massimo le uscite da casa, negli ultimi dieci giorni c’è stato un vero boom degli acquisti online, tanto che molti operatori faticano a consegnare. Molti ordini e corrieri sovraccarichi di lavoro. Gli addetti alle consegne, oltre a turni di lavoro sempre più pesanti, sono spesso esposti al rischio contagio da Covid-19. Questo perché devono avvicinare molte persone per le consegne, questo almeno fino all’ultimo decreto del governo che prescrive modalità di consegna a distanza anche per i postini. Ma soprattutto perché in molti casi i corrieri lavorano senza protezioni, privi di mascherina e guanti. Insomma, una situazione ad alto rischio. Ieri Cara Italia, il movimento dei nuovi Italiani coordinato da Stephen Ogongo, ha raccolto la denuncia di un’operatrice del settore, corriere lei come il marito.

Coronavirus corrieri: “Non abbiamo DPI forniti dalle aziende perché si sono svegliate solo adesso”

“Sono anche io corriere come mio marito. In tutto ciò che sta accadendo, con questa pericolosa pandemia covid 19, come da decreto, purtroppo noi siamo rimasti soli. Ho bisogno di sapere se puoi scrivere un pezzo su di noi – scrive l’addetta del settore – e sulla problematica del nostro lavoro oggi, avendo contatti giornalieri con almeno 100 persone al giorno, potenzialmente pericolosissimo per i clienti e noi stessi. Sono molto preoccupata, altrimenti non vi avrei disturbati. Non abbiamo DPI forniti dalle aziende perché si sono svegliate solo adesso, e chiaramente sono finite ovunque.
Vorrei il vostro aiuto per raccontare la nostra paura e per un acquisto responsabile di ordini online”.

“La cosa è davvero seria –  prosegue la lettera – Il corriere lavora in magazzino prima e sul giro poi. In magazzino sono come minimo, filiali piccole, 100 persone tra cui corrieri magazzinieri e pulizie e personale in ufficio. Usciti in consegna hanno contatti con almeno 150 persone al giorno, tutti privati, giacché la maggior parte dei negozi come da decreto sono chiusi. La maggior parte delle aziende non fornisce i DPI ((Dispositivi di protezione individuale). Nel mondo dei corrieri esiste ancora un sottobosco di caporalato e minacce, tralasciando ciò, che è già grave di suo.
Questi ragazzi girano per le città, anche nelle zone rosse senza protezioni, senza poter prendere un caffè, mangiare o andare in bagno, so che sembra facile ma, dalle 10 alle 18 che si rientra in magazzino sono tante ore, e un bagno serve… Grazie dal cuore di una donna che ha solo macerie ora”.

Stephen Ogongo (Cara Italia): “No ad atti irresponsabili da parte dei datori di lavoro”

«In questo periodo di quarantena e emergenza coronavirus, i corrieri rientrano nella categoria dei lavoratori che forniscono i servizi essenziali –  spiega Stephen Ogongo, coordinatore di Cara ItaliaPurtroppo, spesso lavorano senza la protezione perché tante aziende non forniscono i dispositivi di protezione individuale (DPI). Costringere i propri lavoratori a lavorare senza fornirli i DPI è un atto irresponsabile da parte dei datori lavoro. È inumano e ingiusto esporre i propri lavoratori e anche le loro famiglie al rischio di contagio di coronavirus».

Ogongo sardine roma

«Visto che i bar, i ristoranti, etc., sono chiusi e i corrieri non hanno posti dove lavarsi le mani, e anche dove mangiare e andare in bagno –  prosegue Ogongo – le aziende dovrebbero prevedere a fornire soluzioni alternative. Il governo dovrebbe includere i corrieri, anche delle aziende piccole, tra i lavoratori che hanno il diritto ai sostegni economici per il tempo necessario al superamento della crisi. Questi lavoratori meritano la protezione e pieno sostegno dal governo e dalle loro aziende. Non bisogna sottovalutare il fatto che i corrieri, entrando in contatto con centinaia di persone ogni giorno, anche nelle zone rosse senza protezioni, rischiano di diffondere il contagio anche se tutti sono in quarantena a casa». (foto repertorio) >> Tutte le notizie sul coronavirus

Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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