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Coronavirus, Lorenzin (PD): «Lettera governatori leghisti? Fossi in loro me la sarei risparmiata»

«Lettera governatori leghisti? Fossi in loro me la sarei risparmiata, quando si parla di salute pubblica non è il momento di fare polemiche. Spero che questa emergenza faccia comprendere che con la salute non si scherza». L’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, deputata del Partito Democratico, è intervenuta su Radio Cusano Campus per parlare della gestione dell’emergenza Coronavirus.

Coronavirus gestione emergenza in Italia

Crisi Coronavirus: «Tra governatori e ministro si alza il telefono e si parla»

C’è una task force in cui partecipano tutte le istituzioni, non sono questi i momenti per fare polemica politica –  ha detto l’ex ministro della Salute alla radio romana –  Tra governatori e ministro non c’è una giacca politica, si alza il telefono e ci si parla. Soprattutto quando si parla di salute pubblica, io me la sarei risparmiata questa polemica». Lorenzin ha parlato anche delle misure assunte dal governo e dei rapporti con la Cina. Oggi, ricordiamo, è previsto un tavolo interministeriale per fare il punto sulle attività di prevenzione dell’epidemia da Coronavirus. «Grazie al cielo siamo ancora in un mondo interconnesso, ma libero quindi ogni singolo Stato prende le decisioni che ritiene più giuste per la tutela dei propri cittadini. L’Italia ha preso delle decisioni in merito a quello che ritiene giusto fare in questo contesto. Da noi prevale un principio di prevenzione. Ognuno agisce secondo la propria scienza e coscienza. Nei confronti della Cina è evidente che le decisioni prese dal governo italiano non siano legate a motivi politici. In base all’andamento epidemiologico le decisioni possono mutare di giorno in giorno. La Cina va rassicurata sui nostri ottimi rapporti commerciali e di amicizia. Giusto sostenere la Cina che sta vivendo un periodo di difficoltà».

Coronavirus Beatrice Lorenzin

Le polemiche sui vaccini

Lorenzin è intervenuta anche sulle polemiche sui vaccini. «La questione del Coronavirus non è diversa per niente rispetto a quella dell’obbligo vaccinale. Nel caso dell’obbligo vaccinale il provvedimento è per prevenire l’epidemia di morbillo. Spero che questa emergenza faccia comprendere che con la salute non si scherza. Fra 7-8 mesi quando uscirà il vaccino contro il Coronavirus voglio vedere chi non se lo farà. Intanto però l’atteggiamento contro i vaccini porta molte persone a non vaccinarsi per l’influenza e abbiamo avuto molti decessi. Oggi abbiamo un’overdose mediatica, tutti sono diventati esperti di vaccinazioni e contagi, però poi è possibile che tra 6-7 mesi tutti se ne dimenticheranno e quindi le persone avranno meno attenzione. Questo ci fa comprendere come le strategie di prevenzione debbano durare per tempo e le autorità sanitarie devono assumersene la responsabilità». >> Tutte le notizie sul Coronavirus

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