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Coronavirus, Mattia il paziente 1 può tornare a casa: tra qualche settimana nascerà la sua bambina

Nell’emergenza globale da coronavirus il pensiero di ciascun italiano è spesso volato a Mattia, il paziente 1 di Codogno che ha permesso di ‘scoperchiare’ l’epidemia che in pochissimi giorni si è diffusa in Lombardia, estendendosi da lì in tutta Italia. Ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia dal 21 febbraio, il 38enne di Castiglione d’Adda aveva mostrato i primi miglioramenti lo scorso 9 marzo, quando – uscito dalla terapia intensiva – era stato trasferito in reparto. Ed ora da lì potrebbe anche tornare a casa. Un traguardo importante per Mattia che – se tutto procede come sperato – potrebbe essere dimesso tra lunedì e martedì prossimo. Un ritorno a casa attesissimo che gli permetterà di conoscere la bambina che nascerà tra qualche settimana.

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Coronavirus, Mattia il paziente 1 pronto per tornare a casa: vedrà nascere la sua bambina

La storia di Mattia è ormai tristemente nota: iniziata il 18 febbraio, quando il 38enne si era presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno, ha tenuto con il fiato sospeso per quelle condizioni che, seppur stabili, non accennavano a migliorare. Credeva fosse una lieve polmonite, e anche in ospedale in un primo momento era stato rimandato a casa. Tornato per un peggioramento dei sintomi, Mattia non era più uscito. Il ricordo della moglie, di una cena a fine gennaio con l’amico rientrato dalla Cina, aveva fatto poi ‘quadrare i conti’. Ma il presunto paziente zero italiano, quello non è mai risultato positivo al coronavirus. Oggi Mattia sta bene, respira autonomamente ed è pronto a tornare a casa. Lì lo aspetta la moglie, incinta all’ottavo mese e guarita, anche lei, dal coronavirus.

“Per noi sono tutti Pazienti 1”

Ribattezzato ‘paziente 1’, Mattia ha vinto la sua battaglia ma tanti altri la stanno ancora combattendo: “Per noi sono tutti Pazienti 1, – ha riferito a Fanpage.it Raffaele Bruno, direttore dell’Unità operativa complessa malattie infettive della Fondazione Irrcs Policlinico San Matteo – tutti hanno bisogno del nostro massimo impegno”. Sono stati loro i primi a non caricare Mattia di quella definizione così ‘pesante’. E mentre il 38enne è pronto a riabbracciare la famiglia, la moglie dimostra costantemente la sua gratitudine ai medici. Gli stessi medici e infermieri che continuano a lottare tra le corsie per gli altri pazienti ancora a rischio.

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