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Coronavirus nuovo modello di autocertificazione: «Dichiaro di non essere risultato positivo al Covid-19»

Solo il tampone può davvero rivelare se una persona è positiva al Coronavirus. Per questa ragione il nuovo modello di autocertificazione, in cui si deve dichiarare di essere negativi al Covid-19 e di non essere in quarantena, appare uno dei più grossi paradossi dell’emergenza a cui stiamo facendo fronte in Italia. Probabilmente la più grande mai avuta negli ultimi anni. Lo stesso monito #IoRestoACasa rappresenta una sorta di moral suasion, che tende a scaricare troppe ‘responsabilità’ al cittadino stesso, che senza essersi sottoposto al tampone non può sapere con certezza di essere positivo o no.

Coronavirus nuovo modello autocertificazione

Coronavirus nuovo modello di autocertificazione: «Dichiaro di non essere risultato positivo al Covid-19»

Guardiamo ai fatti del giorno. La decisione del governatore Luca Zaia che in Veneto vuole fare controlli a tappeto in barba al bilancio va ben oltre le indicazioni dell’Istituto e del Consiglio Superiore di Sanità, che chiedono di fare il test solo a chi ha febbre e problemi respiratori. «In un Paese nelle emergenze ci vogliono strategie nazionali, le fughe in avanti sono pericolose, anche fossero nel giusto», ha detto Giuseppe Ippolito dello Spallanzani. Sappiamo tutti però che ad aver contribuito alla diffusione del contagio da Covid-19 sono stati soprattutto gli asintomatici. Come facciamo dunque a compilare il nuovo modello di autocertificazione se non abbiamo la sicurezza di quanto stiamo affermando? Anche perché nel caso in cui si scopra ad un posto di blocco la positività al coronavirus si rischia parecchio.

Coronavirus nuovo modello autocertificazione

Cosa rischia chi non rispetta la misura #IoRestoACasa e la quarantena?

Chi non rispetta il decreto governativo può essere sanzionato con una multa di 206 euro o con l’arresto e la reclusione fino a tre mesi. A meno che il fatto non costituisca un reato più grave, come resistenza a pubblico ufficiale, per cui è prevista reclusione da 6 mesi a 5 anni o quella di violenza e minaccia a un corpo politico/amministrativo/giudiziario, per cui la pena può arrivare fino a 7 anni. Ancora peggio per chi viola la quarantena: chi viene sorpreso ad uscire, in questo caso, rischia l’arresto immediato e il carcere. Si tratta, infatti, di violazione riguardante l’articolo 452 del codice penale, ossia quello che disciplina i reati contro la salute pubblica. Parliamo di 12 anni di carcere. Ora capite bene, cosa si vuole intendere con moral suasion. Ci sono categorie di persone che sono costrette ad uscire: i medici, gli infermieri, ma anche le commesse, gli operai, gli impiegati. Se non sottoposti al tampone come possono avere la certezza di non avere il coronavirus. Poniamo pure il caso di un cittadino che deve uscire per medicine o beni di prima necessità. Come può sapere di essere negativo al 100%?

Coronavirus nuovo modello autocertificazione

Coronavirus nuovo modello di autocertificazione: la circolare del prefetto Franco Gabrielli

Insomma il nuovo decreto di autocertificazione lascia un po’ perplessi. Come se lo stato scaricasse addosso al cittadino una mancanza che è sua, ossia la somministrazione del tampone a tutti i cittadini, compresi gli asintomatici. La nuova circolare del prefetto Franco Gabrielli, direttore del dipartimento di Pubblica Sicurezza, è stata diramata a tutti i questori. Essa è stata inviata anche ai prefetti e ai Comandi generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Nel modulo aggiornato la persona fermata deve dichiarare e sottoscrivere «di non essere sottoposto alla misura della quarantena»: questa frase nel modello è scritta in grassetto e sottolineato. In più l’interessato deve asserire «di non essere risultato positivo al virus COVID-19». Ma se la persona non ha fatto il tampone come può dichiararlo con certezza? Lo ripetiamo perché è il punto nodale della questione.

Coronavirus

Le verifiche delle forze dell’ordine: dall’11 al 15 marzo 27.616 denunciati

Il prefetto Gabrielli ha sottolineato come già il primo modello si è dimostrato utile “per accelerare le procedure di controllo da parte degli operatori della Forza pubblica e limitare gli aggravi a carico dei cittadini”. Come scrive Il Sole 24 ore però sulla base dei «feedback fatti pervenire a questo Dipartimento» è via via emerso come «la rete delle Autorità privinciali di p.s.» abbia «proposto di integrare il predetto modulo». L’obiettivo del direttore del dipartimento di Pubblica Sicurezza è «di rendere ancora più espliciti gli obblighi e le limitazioni cui sono soggetti gli spostamenti dei cittadini».  Questo perché la percezione della gravità dell’epidemia sfugge ancora a troppi cittadini. I dati diffusi dal Ministero dell’Interno, guidato da Luciana Lamorgese, sulle verifiche svolte dall’11 fino al 15 marzo dalle forze dell’ordine parlano di 665.480 soggetti fermati e 27.616 denunciati. Una macchina complessa, una situazione difficile da gestire.

In conclusione la domanda è: se io non ho fatto il test e ho il Coronavirus, non sapendolo perché asintomatico e non essendo stato sottoposto al tampone, posso uscire da casa? Riteniamo che serva un chiarimento.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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