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Coronavirus, primaria ospedale Sacco: “Non è una pandemia”

Nel mondo il bilancio dei morti per Coronavirus è salito a 2.641 persone; quello dei contagiati è 78.767, di cui 76.936 in Cina. 23.196 sono i guariti: questi numeri possono fare paura, ma non possono essere considerati una pandemia. Come spiega Maria Rita Gismondo, direttore del dipartimento di microbiologia, virologia e diagnostica delle bio emergente all’ospedale Sacco di Milano, “si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”.

Mio bollettino del mattino. Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni….

Pubblicato da Maria Rita Gismondo su Sabato 22 febbraio 2020

Coronavirus, la paura sta prendendo il sopravvento

E’ chiaro che un allarme coronavirus c’è. In poco tempo questo virus misterioso si è espanso facendo crescere il numero dei morti e dei contagiati in modo imprevedibile e aggressivo. Per fortuna però non si può ancora parlare di pandemia, ovvero la diffusione di una malattia infettiva in più paesi o continenti, che provoca una seria minaccia a una grande fetta di popolazione mondiale. Questo è proprio ciò che si sta cercando di evitare controllando e mettendo in quarantena ogni caso accertato e sospetto. In questo modo, infatti, a differenza di quanto succede con una pandemia influenzale, ogni caso è isolato e i numeri sono contenuti. Per ora, anche in Italia, si può parlare di focolaio, un aumento improvviso di contagi all’interno di una comunità, regione o stagione ben circoscritte.

“Bollettino della sera. Giornata molto impegnativa. Appena ho avuto un minuto di respiro e trovati due neuroni liberi, sono riuscita a pensare. Innanzitutto un chiarimento. Il presunto (poi smentito) paziente zero è arrivato in Italia quando i voli diretti non erano ancora stati interrotti. In Italia si è fatto davvero tutto per evitare l’ingresso del virus e dobbiamo riconoscerlo. Adesso è arrivato, è vero, perché il panico? Piuttosto stupore. Ci sono molte cose che non riesco a spiegare. Prima riflessione. Il paziente zero è stato sempre negativo per il virus ma anche negativo per anticorpi. Prova inconfutabile che non è mai stato infettato. Se non è il paziente zero, come ha fatto ad infettare i suoi contatti?”, scrive su Facebook la primaria dell’ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento per i contagiati in Lombardia.

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Coronavirus, Gismondo: “Per me c’è un chiasso eccessivo”

“In Veneto sono comparsi casi positivi. Da quale contatto? C’è un unico soggetto all’origine dei due focolai? Sono burned out…ci penserò domani. Chi volesse vedermi, domani sera sarò su Speciale TG1 alle 23.30- si legge nel lungo post- I miei angeli mi hanno imposto di restare a casa stasera ma mi aspettano oltre 24 ore di attività domani. Dormo. Vi prego, seguite le raccomandazioni pubblicate dal Min Salute. Scusate, ma state calmi…forse sono davvero burned…questa settimana sono morti in Italia 2 pazienti a causa del Coronavirus e 24 per influenza. Rispettivamente 50 casi positivi e 656.000…mah! per me c’è un chiasso eccessivo…buonanotte. Dormo con un orecchio al telefono. Domani mattina alle 7 sarò in ospedale. Fate sogni d’oro!”

In un altro post, poi, la primaria Gismondo spiega: “Guardate i numeri. Questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico”. Descrivendo l’ambiente nel reparto analisi, aggiunge: “I miei angeli sono stremati”. Infine un messaggio di tranquillità: “Corro a portar loro la colazione. Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni!”. E ancora: “Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!”, ha scritto.

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