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Coronavirus, pronto il test tutto italiano per ‘scoprire’ l’immunità al Covid-19

È tutto italiano il test realizzato per verificare chi ha sviluppato l’immunità al coronavirus. Sperimentato e prodotto dal Policlinico San Matteo di Pavia insieme al gruppo DiaSorin – multinazionale di diagnostica – costituisce il primo esame del sangue atto a stabilire chi ha sviluppato gli anticorpi al COVID-19. Un test sierologico costruito in vitro nei laboratori aziendali del Vercellese da un team di 50 ricercatori per il quale si attende – entro due settimane – la certificazione Ce. A quel punto potranno partire i test sulla popolazione con un costo inferiore a 5 euro ciascuno. Il risultato sarà pronto in un’ora e potranno essere processati circa 500 mila campioni al giorno.

coronavirus immunità

Coronavirus, pronto il test per l’immunità: funziona come un normale prelievo di sangue

Il test per l’immunità al coronavirus serve a rilevare chi – dopo aver contratto il virus ed essere guarito, ‘certificato’ dal doppio tampone negativo – ha sviluppato gli anticorpi che gli consentiranno di non ammalarsi di nuovo, dunque avrà acquisito l’immunità. L’esame funziona come un normale prelievo ematico. Il prototipo è stato testato nel laboratorio di virologia del San Matteo di Pavia utilizzando campioni di sangue di 150 pazienti (anonimi) ricoverati nelle varie fasi della malattia: terapia intensiva, malattie infettive, dimessi e guariti. La sperimentazione in vitro ha permesso di individuare la quantità di anticorpi prodotti dall’organismo, ed in particolare i neutralizzanti, ovvero quelli che lo proteggeranno in futuro. La durata dell’immunità si capirà ripetendo i test a distanza di mesi o anni.

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Disponibile tra due settimane: ecco chi avrà la priorità

Per quanto riguarda, invece, i cittadini mai sottoposti a tampone (la stragrande maggioranza) perché asintomatici o con sintomi lievi, in essi il test rileva la quantità totale di anticorpi che vengono prodotti in valori diversi fra i 7 e 14 giorni dopo aver contratto l’infezione. Se presenti gli anticorpi “killer”, questi pazienti possono essere considerati immuni. Ma non è esclusa, al momento, la loro potenziale infettività. Il test per l’immunità sarà disponibile in Italia tra due settimane. Nello screening avranno assoluta precedenza medici, infermieri e tutto il personale sanitario.

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