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Coronavirus riapertura, cosa sta decidendo il governo: il retroscena

Coronavirus riapertura. Circola un verbale di riunione tra il governo e le parti sociali per definire i tempi della “fase 2”, la “riapertura” prevista per uscire gradualmente dalla crisi causata dal Covid-19 in Italia. La data è sempre la stessa ed è quella del 4 maggio 2020. Salvo un peggioramento dell’andamento dell’epidemia, che sarà misurabile solo giorno per giorno con l’analisi dei dati, il governo di concerto con il comitato tecnico-scientifico e l’Istituto superiore di sanità va avanti spedito per definire la road-map. Vediamo alcuni dei dettagli rivelati da fonti sindacali.

Coronavirus riapertura

Coronavirus riapertura, la “fase 2”: le date sull’agenda governo

La fase 1 è già stata programmata ed annunciata dal premier Conte: prevede la riapertura di librerie e cartolerie, la ripresa dell’attività di alcune aziende industriali e del settore agricolo. Inoltre, dal 20 aprile la riapertura potrebbe estendersi ad altri settori industriali. Per la fase 2, questa invece la “road map” che sarebbe nei disegni del governo, sentito il parere positivo del comitato tecnico-scientifico e dell’Iss.

4 maggio – Fine delle restrizioni per i cittadini in tutta Italia

Il 4 maggio saranno revocate le misure di contenimento previste dal Dpcm 10 aprile 2020, più volte prorogato. Sarà possibile la libera circolazione ma con obbligo di indossare la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza tra le persone. Da confermare un possibile mantenimento delle restrizioni per le categorie giudicate più a rischio: over 65, persone con patologie respiratorie croniche ed altre considerate gravi.

4 maggio – Riapertura negozi tessili ed abbigliamento

In questa stessa data sarà possibile la riapertura di negozi tessili, di arredamento e d’abbigliamento. La modalità di riapertura prevede l’obbligo di ingressi scaglionati, file con distanziamento e accessi su prenotazione. Non è chiaro se tutte quest’ultima modalità di accesso sarà disponibile anche per i centri commerciali, presso cui le altre disposizioni sono giù attualmente applicate.

11 Maggio – Riapertura di Tribunali ed uffici professionali

L’11 maggio è prevista la riapertura di Tribunali ed uffici professionali. Anche in questi luoghi di lavoro dovrà essere garantito l’obbligo di distanziamento sociale tra i lavoratori.

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18 Maggio – Riapertura di bar, ristoranti ed altre attività di ristorazione

Questa è la riapertura su cui c’è la maggiore incertezza. Le parti sociali riferiscono di un lavoro intenso per capire come permettere una rapida riorganizzazione delle strutture di ristorazione. Il punto nodale sono le distanze da rispettare che comportano, come è facile comprendere, numerose difficoltà. Mentre per i clienti è abbastanza semplice prevedere – per i ristoranti – la prenotazione obbligatoria e l’accesso su turni, le problematiche per i lavoratori (dagli addetti di cucina ai camerieri) sono difficili da risolvere. Per i bar il distanziamento sociale potrà essere garantito soltanto scaglionando gli accessi, prevedendo il ritiro delle ordinazioni al banco e dislocando i posti a sedere a distanza di sicurezza

25 Maggio – Riapertura parrucchieri e barbieri

Per questa data il governo pensa di far riaprire parrucchieri e barbieri. E forse anche negozi di estetica, anche se il verbale di cui siamo venuti in possesso non li menziona esplicitamente. L’accesso della clientela sarà solo su prenotazione ed “uno alla volta”, ovviamente con obbligo di mascherina per tutti.

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31 maggio – Ripartenza campionato di calcio e altri sport collettivi

Per il 31 maggio un’altra data molto importante per l’impatto sulla vita collettiva: la ripresa di tutti i campionati sportivi, a partire da quello di calcio. Non abbiamo altri dettagli al momento, ma contatti tra il governo e Coni, Figc ed altre federazioni sportive confermano che si sta lavorando su quella data per la ripartenza. Le competizioni si svolgeranno però a porte chiuse, senza pubblico.

8 Giugno  – Riapertura centri sportivi

Per quanto riguarda lo sport non agonistico, ci sarà da attendere fino ad almeno l’8 giugno. La riapertura qui sarà molto più cauta e nei piani del governo riguarderà solo la pratica degli sport individuali o lezioni con basso assembramento. Anche qui sarà indispensabile indossare le mascherine.

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Coronavirus riapertura, la “fase 3”: dall’autunno alla primavera del 2021

La “fase 3” di cui si è iniziato a parlare solo in embrione riguarda le riaperture più difficili per via dei grandi problemi organizzativi che comportano. Le scuole, di cui abbiamo già detto questa mattina, ma anche i cinema, i teatri, le discoteche, gli stadi. Si è parlato inoltre della timeline per la riapertura dei confini nazionali e della riattivazione dei collegamenti con i paesi esteri, inclusi quelli aerei.

Settembre – Riapertura scuole superiori

La riapertura delle scuole potrebbe partire dalle Superiore, a partire dal mese di settembre (quindi con il nuovo anno scolastico). con divisione turni e lezioni online, ancora da decidere materne ed elementari.

Dicembre –  Riapertura cinema e teatri

Non è ancora stato fatto trapelare nulla sulla modalità di accesso previste per il pubblico; considerata la distanza temporale, oltre quattro mesi, saranno oggetto di successiva analisi e discussione.

Marzo 2021 – Riapertura discoteche e stadi

Vale lo stesso discorso fatto in precedenza: qui la distanza temporale è di un anno, per cui si ragiona in una prospettiva di “epidemia terminata”.

31 marzo 2021  – Coronavirus riapertura confini e fine di tutte le limitazioni

Un ritorno alla normalità è previsto soltanto per primavera 2021. In alcuni documenti circolati nelle riunioni che abbiamo menzionato si fa riferimento al 31 marzo 2021 come data possibile per la fine di tutte le limitazioni, la riapertura dei confini e la riattivazione dei collegamenti internazionali, compresi quelli aerei. >> Tutte le notizie sul coronavirus

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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