in

Coronavirus riaperture, elenco delle attività che potranno ripartire con la fase 2

Ci sono delle domande per la quale sembra non esistere risposta. E’ nato prima l’uovo o la gallina? Quanto è grande lo spazio? Quando inizierà la fase 2? E in che modo? Sono passati quasi due mesi dall’inizio dell’emergenza coronavirus e ancora non sappiamo come ripartiremo, quando inizieranno le riaperture delle attività. Sarà il 4 maggio? Forse. Riaprirà tutto? Non si sa. Mancano due settimane a quella data, e ancora ci sono più domande che risposte sul futuro dell’Italia. La task force guidata da Vittorio Colao, in videochiamata da diversi Paesi del mondo, ha iniziato il lavoro per la ripartenza, ma vedendo il primo documento in esame sul tavolo si creano ancora più perplessità…

vittorio colao

Coronavirus riaperture, la tabella al vaglio della task force

E’ stato detto che gli over 70 non potranno uscire di casa, che le aziende dovranno dotarsi di tutti i dispositivi di protezione e di una persona che, munita di termoscanner, prenda la temperatura in entrata e in uscita dei dipendenti. Che ci dovrà essere il gel per le mani un po’ ovunque. Sappiamo che ancora i morti sono troppi, ma anche che l’economia deve necessariamente ripartire.

Ci sono tante altre domande alle quali però andrebbero date delle risposte. E il primo foglio excel sotto l’attenzione della nuova commissione sembra generare solo dei dubbi. La tabella serve a valutare la pericolosità delle attività economiche sulla base di due parametri: aggregazione sociale e rischio integrato. In sostanza, si stimano la possibilità di mantenere il distanziamento fisico tra lavoratori e quella di venire a contatto con fonti di contagio. Ciascuno dei due parametri è misurato con diverse gradazioni cromatiche. Il livello di aggregazione sociale varia da 1 (colore verde, rischio basso) a 4 (rosso, alto). In mezzo il valore 2 è bianco e il 3 giallo. Il rischio integrato varia da basso (verde) ad alto (rosso). Il rischio medio-basso è bianco e quello medio-alto è giallo. Le imprese sono divise secondo i codici Ateco (Attività Economica).

Di chiaro però c’è ben poco. Per esempio: le attività creative, artistiche e di intrattenimento vengono considerate a basso rischio integrato, ma ad alto rischio di aggregazione sociale. Che cosa significa? E soprattutto, come è possibile? Attività di intrattenimento prevedono anche un pubblico. Magari si possono mantenere le distanze e prendere tutte le precauzioni del caso tra i lavoratori, ma sicuramente è difficile far rispettare a un pubblico tutte le misure. Tecnicamente, come funzionerebbe? Immaginiamo un concerto: le persone dovrebbero essere divise da plexiglas come quella proposta “creativa” pensata per le spiagge? (La proposta delle “celle” in plexiglas è del tutto commerciale, ed è stata già rifiutata dai più)

coronavirus riaperture

Troppe domande e poche risposte

Lo stesso vale per la ristorazione e le attività alberghiere: per quanto riguarda gli alloggi, viene considerato medio-alto il rischio di aggregazione, e basso quello integrato. Nei servizi di ristorazione, invece, si valutano entrambi medio-alti. E’ difficile riuscire a comprendere come possa esserci un “rischio medio” in queste attività: come avverrà la prevenzione? E’ sufficiente prevedere dei meccanismi di sanificazione continua? Perché il trasporto aereo è considerato ad alto rischio integrato, mentre quello terreste e marittimo a medio-basso?

Supponiamo che, davvero, il 4 maggio possa iniziare questa fase 2. Insomma, ipotizziamo che ci siano motivi validi per pensare di essere vicini alla meta di nuovi contagi pari a zero, o almeno del tasso R0 sotto all’1. Questo significherebbe che tutti gli sforzi dei cittadini, dei medici, delle forze dell’ordine, degli operatori sanitari, degli esperti, di tutti quanti nessuno escluso, siano stati efficaci. Ma siamo davvero pronti per la fase 2? O meglio: il governo è pronto? Perché se non lo fosse, tutti l’impegno messo finora nel rispettare le regole sarebbe nullo. E vedendo questa tabella sulle riaperture per la fase 2 dell’emergenza coronavirus… Beh, pare che la risposta possa essere solo una: no. La mancanza di informazioni ci fa pensare che ancora un piano chiaro non ci sia. Ma due settimane non sono così tante, e il Paese scalpita per ripartire. Ne ha bisogno.

Chiudere tutto è stata la cosa più semplice da fare. Il lockdown è una tecnica conosciuta e già utilizzata nel 1500 ai tempi delle grandi ondate di peste. E’ difficile credere che in più di 500 anni non siano stati studiati altri metodi per combattere un’epidemia. Insomma, siamo andati sulla luna e ancora non abbiamo idea di come gestire una crisi sanitaria? Noi cittadini, la nostra parte la stiamo facendo. Ora tocca a voi, che vi siete presi i pieni poteri per gestire l’epidemia, dimostrarci che state facendo la vostra. >>Tutte le notizie di UrbanPost

Claudia Ruggeri Instagram, pausa caffè “bollente” in reggiseno: «Che “abbondanza”!»

Coronavirus dati 17 aprile 2020

Coronavirus dati 17 aprile 2020: +355 nuovi positivi, il dato più basso dal 2 marzo