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Coronavirus, ripartenza dopo Pasqua? Si fa strada l’ipotesi “4 maggio”

Se chiudere tutte le attività e fermare il mondo per arginare il contagio da coronavirus è stato difficile, ancor più dura sarà la ripartenza. Se ne parla dopo Pasqua e questo è ormai un dato certo: lo hanno confermato sia il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, a Repubblica, sia il ministro della Salute Roberto Speranza. Fino ad allora il Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile lavorerà sodo per stabilire come e quando – in base ai dati in divenire – far ripartire l’Italia. Molto lentamente.

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Coronavirus, ripartenza dopo Pasqua lontana: si pensa al 4 maggio

«È prematuro ancora – ha precisato il premier Conte fare previsioni rispetto ai tempi in cui tutte le attività produttive e le attività commerciali potranno ripartire. Ci auguriamo di poter tornare quanto prima alla normalità, riducendo gradualmente le restrizioni per evitare che gli sforzi sin qui compiuti da tutto il Paese siano vani». Ma intanto il Comitato della Protezione civile studia le misure che potrebbero essere adottate dopo Pasqua: «Dobbiamo essere creativi e molto svelti». Si partirà dalle industrie, ma comunque molte delle chiusure potrebbero rimanere tali fino al 4 maggio dati i ponti e i giorni festivi nei quali si temono probabili uscite di massa. A riferirlo Repubblica.it.

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App per il tracking e scaglionamento aperture

Due le priorità sulle quali il Comitato tecnico-scientifico sta lavorando: le app per il tracking e lo scaglionamento delle aperture. Le app per il tracking sono strumenti che permettono di comunicare il pericolo a chi è stato in contatto con un caso sospetto o accertato di coronavirus, invitandolo a mettersi in quarantena. Con un via libera preliminare il Garante della privacy avrebbe dato il permesso al loro utilizzo, ovviamente solo per l’emergenza. Ciò permetterebbe di isolare le positività sospette e si andrebbe ad un unire al rafforzamento della sanità territoriale per individuare e isolare rapidamente eventuali nuovi casi. Il tutto per permettere a chi è ‘sano’ di poter ripartire.

A proposito si ripartenza, le prime a riaprire – appena possibile –  saranno le fabbriche. Poi potrebbe toccare ai negozi che non prevedono uno stretto contatto con i clienti, e infine a bar e ristoranti, in cui si dovranno comunque rispettare le regole di distanziamento. Non è esclusa una maggiore permanenza in casa di anziani e persone più fragili, mentre ai bambini potrebbe essere permesso di uscire a fare passeggiate in sicurezza. Solo per ultimi potranno riaprire cinema e teatri. Nessuna indiscrezione ancora per le scuole. Tutto comunque dipenderà dalla curva dei contagi quotidiani.

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