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Coronavirus, Salvini sbaglia i conti e dice che il governo ha stanziato 7 euro a persona

Salvini e le polemiche sono una certezza che non ci abbandona mai. Anche ai tempi del coronavirus, quando ogni tanto sarebbe meglio tacere. E a maggior ragione poi se si tratta di contraddire il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Questa volta l’attenzione del leader del Carroccio infatti è caduta sul Dpcm firmato ieri dal Premier, con la quale sono stati stanziati 400milioni per il soccorso alimentare. Stando ai conti approssimativi fatti dal capogruppo della Lega, significherebbero 7 euro a cittadino. Peccato che non abbia considerato una cosa: quei soldi non sono destinati a tutti gli i italiani.

Coronavirus, Matteo Salvini fa male i conti: il bonus spesa non corrisponde a 7 euro

Secondo Matteo Salvini quindi i 400milioni di aiuti in buoni spesa per le persone in difficoltà sono letteralmente una miseria perché “significano circa 7 euro a testa”. Nel suo post, infatti, si legge: “I 400milioni di euro annunciati dal governo per aiutare le famiglie tramite i Comuni significano circa 7 euro a testa. Caspita, non sarà un po’ troppo? Forse pensavano all’uovo di Pasqua, ma agli italiani serve ben altro!”. Parola di Capitano. Il messaggio continua poi in un secondo Tweet, nella quale Salvini aggiunge il suo cavallo di battaglia: i porti. “Noi vogliamo collaborare per il bene del Paese, ma servono coraggio, idee chiare e tutti i soldi necessari! Senza svendere porti, aeroporti, palazzi e monumenti…”Non è ben chiaro cosa c’entri questo, ma un pizzico di propaganda non guasta mai.

Dal post pubblicato è ovvio: Salvini non ha capito che la somma non è destinata a tutti gli italiani indistintamente, ma spetta alle persone in difficoltà che verranno individuate dai singoli comuni, i quali avranno il compito di ripartire le risorse in base agli indici di povertà e alla densità della popolazione residente nel territorio. Ci piacerebbe pensare che Matteo Salvini non abbia fatto davvero questo errore così banale: la sua posizione non permetterebbe di scontarlo. Probabilmente è misera polemica. Ma il dubbio rimane se consideriamo un’altra cosa: il leader della Lega si ritiene parte del ceto medio.

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Coronavirus, Matteo Salvini si lamenta della casa in cui è costretto a passare la quarantena

Ieri il capoccia del Carroccio in diretta sul suo profilo Facebook ha avuto il coraggio di mettersi al pari dei tanti cittadini italiani che non stanno trascorrendo la quarantena in “ambienti enormi”. Letteralmente, ha detto: “Io sono in un bilocale nella periferia di Milano, sono al primo piano di un condominio. Lo dico senza alcuna invidia. Ci sono persone che stanno facendo la quarantena in ambienti enormi, vuol dire che se li sono meritati, buon per loro…” Nessuno ovviamente ha la pretesa di fare i conti in tasca a Salvini, ma che l’ex primo Ministro voglia far credere ai suoi elettori di essere uguale a loro, e di vivere nelle stesse condizioni della maggior parte degli italiani è veramente inaccettabile. Mentre fa il paladino della giustizia, dovrebbe evitare di lamentarsi della condizioni in cui vive. Questo è certo.

Qualche giorno fa, poi, aveva addirittura detto: “A emergenza finita, valuteremo chi ha detto e non ha detto. Ora stringiamoci. E pensiamo che senza interventi rischiamo rivolte“. Bene: allora forse sarebbe meglio evitare polemiche inutili, volte solamente a creare flusso sulle sue pagine e a cogliere i meno informati tentando di screditare il lavoro che sta svolgendo il Governo.

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