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Cos’è il Recovery Fund? Il premier Conte: «È uno strumento urgente e necessario»

Finalmente si è trovata una soluzione per quanto riguarda i fondi da destinare ai vari Paesi europei per far fronte all’emergenza da coronavirus, che in questi ultimi mesi ha portato ad un forte rallentamento economico. Arrivano i Recovery Fund, notizia comunicata agli italiani direttamente ieri sera, 23 aprile 2020, dal Premier Giuseppe Conte. I fondi raccolti saranno destinati dall’Unione Europea ai Paesi più in difficoltà, tra cui anche l’Italia. Questi soldi teoricamente dovrebbero essere in parte prestiti a lunga scadenza, con tassi ridotti, e in parte a fondo perduto, cioè che non andrebbero restituiti. Dunque ora non resta che attendere il 6 maggio 2020, data nella quale la Commissione Europea metterà sul tavolo una proposta che porterà ad un accordo definitivo.

Recovery fund

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Recovery Fund: le parole del Premier Conte

Il Premier Giuseppe Conte, dopo il Consiglio europeo di ieri 23 aprile 2020, in un breve intervento ha comunicato agli italiani la decisione presa per quanto riguarda i fondi dall’Europa: «L’Italia è in prima fila a chiedere il Recovery Fund. Uno strumento del genere era impensabile fino a adesso e renderà la risposta europea più solida e coordinata. Tutti e 27 i Paesi Ue hanno accettato, anzi abbiamo accettato, di introdurre uno strumento innovativo, il Recovery Fund, un fondo comune finanziato con titoli europei che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti, come l’Italia, ma non solo l’Italia. È passato anche il principio che è uno strumento urgente e necessario. Questa tappa importante della storia” dell’Unione Europea renderà la risposta europea molto più solida, efficace e coordinata». 

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Prestiti o elargizioni a fondo perduto?

Uno dei compiti che spetta alla Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, è quello di stabilire se i Recovery Fund saranno dei prestiti o delle elargizioni a fondo perduto. Emmanuel Macron ha dichiarato: «Servono trasferimenti di risorse verso i Paesi più colpiti, non prestiti». L’olandese Mark Rutte ha ribattuto: «Per gli aiuti a fondo perduto lo strumento giusto è il bilancio pluriennale dell’Ue, mentre guardo al Recovery Fund come a un sistema basato sui prestiti». Per ora Ursula von der Leyen ha dichiarato che bisognerà trovare un equilibrio tra prestiti e sussidi: la bozza del suo piano prevede un perfetto equilibrio al 50%. Al momento non resta che attendere il 6 maggio 2020 per avere un piano definitivo dell’accordo.  >>Riapertura bar e ristoranti: via libera anticipata al 4 maggio?

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