in

Covid, l’appello di 100 scienziati: “Rischiamo 500 morti al giorno, intervenga Mattarella”

Covid appello scienziati a Mattarella. C’è chi grida al terrorismo psicologico, all’allarmismo. E la politica, opportunista come mai in questo periodo infausto, ci mette del suo proponendo soluzioni schizofreniche. Come se non bastasse un comitato tecnico scientifico composto da 20 tra medici e tecnici della protezione civile, che da mesi sosteneva la necessità di prepararsi (e bene) ad una seconda ondata del Covid in Italia. Ma su questo torneremo più avanti. Ora vi parliamo di una lettera inviata da 100 scienziati italiani al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il promotore dell’iniziativa non è uno qualsiasi: è Giorgio Parisi, stimato fisico e presidente dell’Accademia dei Lincei.

“Entro 2 o 3 giorni misure drastiche per arginare il Covid”

La missiva, pubblicata dal quotidiano La Repubblica, gronda della preoccupazione che in questi giorni pervade gran parte della comunità scientifica. “A marzo stavamo per essere investiti da un Tir che viaggiava a 130 chilometri orari. Oggi ci sta arrivando addosso a 60 chilometri orari: abbiamo il tempo per scansarci, ma se
non lo faremo ci ammazzerà lo stesso, anche se va più piano”. Così inizia il testo inviato dagli accademici dei Lincei a Mattarella, con il preciso intento di chiedere nuove e drastiche misure per combattere il Covid, “entro 2 o 3 giorni”.

“Se non proteggiamo adesso la salute dei cittadini, tra qualche settimana saremo costretti a fare un lockdown generalizzato”, scrivono gli scienziati. Sottintendono che una nuova “chiusura totale” per l’Italia avrebbe questa volta effetti ancor più deleteri per l’economia. Devastanti, diciamo noi: anche se di numeri precisi non si parla da mesi, l’impatto del Covid sui fondamentali economici italiani è già devastante ora, figuriamoci se la macchina del paese dovesse fermarsi di nuovo per un mese o forse più.

 

Covid appello scienziati a Mattarella: “Più aspettiamo, più il possibile lockdown sarà lungo”

“E più aspetteremo più dovrà essere lungo (il lockdown, ndr), con conseguenze pesantissime sull’economia”, dice Parisi spiegando: “Ragionevolmente, i quasi 20mila nuovi casi di oggi corrisponderanno a circa 250 morti di venerdì prossimo. Se dunque le misure prese nei giorni scorsi non dovessero rallentare questa tendenza, basta un po’ di aritmetica per calcolare che a metà novembre ci ritroveremo con 500 morti al giorno”.

Per Parisi, “l’obiettivo immediato deve essere ridurre del 50% le occasioni di contatto fra le persone. Non so quali possano essere le scelte migliori: mandare a scuola metà classe la mattina e metà il pomeriggio, aprire il 50% dei negozi a giorni alterni. Sta di fatto – aggiunge il presidente dei Lincei – che si deve ridurre della metà l’affollamento dei luoghi, in modo che ogni contagiato infetti una persona e non due. Certo, non è con un coprifuoco da mezzanotte alle cinque del mattino che ci si riesce. Ma lo si può fare, abbiamo ancora un po’ di tempo prima che passi il Tir”. >> Tutte le notizie sul Coronavirus

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

Red Canzian

Red Canzian età, carriera e vita privata: tutto sul “Ballerino per una notte” di Rai 1

coronavirus Palù

Coronavirus, Palù: «No lockdown, il 95% dei contagiati è asintomatico. Basta con l’isteria!»