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Bologna, dimessa dalla terapia intensiva la ragazzina di 11 anni col Covid: ecco come è stata curata

E’ stata dimessa dalla terapia intensiva del policlinico Sant’Orsola di Bologna la ragazzina di appena 11 anni finita in terapia intensiva per il Covid. Quasi un mese di lotta contro il virus, ma finalmente la buona notizia. “Le notizie che fanno bene. Le notizie che ci aiutano ad andare avanti”, si legge sulla pagina Facebook del policlinico bolognese.

covid bologna

Dimessa dalla terapia intensiva la ragazzina di 11 anni

La ragazzina, ferrarese di origini pakistane, era ricoverata in gravi condizioni al policlinico Sant’Orsola. Ora sta migliorando, rispondendo alle cure, ed è uscita dalla terapia intensiva. La ragazzina, che frequenta una scuola media della provincia di Bologna, non presentava alcuna patologia, era sana, ma nonostante questo il Covid l’ha colpita duramente fino a costringere i medici ad intubarla lo scorso 25 febbraio. Oggi, dopo quasi un mese di respiratori artificiali e flebo, la piccola sta meglio e ha lasciato il reparto. Ora la undicenne resterà in terapia subintensiva finché, la prossima settimana, i sanitari valuteranno nuovamente il suo quadro clinico e decideranno in quale reparto trasferirla.

“La bimba è arrivata da noi il 25 febbraio, in condizioni gravissime – spiega a Il Resto del Carlino l’anestesista Daniela Di Luca, alla guida del reparto di Terapia intensiva al padiglione 25 – . Respirava da sola, ma molto a fatica e presto le cose sono precipitate. Abbiamo dovuto attaccarla alla macchina ’Ecmo’, che di fatto sostituisce artificialmente il lavoro dei polmoni. Questo ci ha dato il tempo di curarla con farmaci e antibiotici. Dopo 15 giorni abbiamo sostituito questo macchinario con un respiratore automatico: a quel punto, siccome la piccola era più cosciente, abbiamo iniziato a farla parlare con la mamma e i fratellini, in videochat”.

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pisa terapia intensiva

Medici e infermieri: “Ecco come l’abbiamo curata”

“L’abbiamo anche un po’ viziata – raccontano medici e infermieri del nosocomio bolognese – le portavamo da mangiare tutto quello che voleva, pizza e patatine, e le facevamo vedere i video di Ariana Grande…”, ammettono. “Le caricavamo sul tablet i video e i film che preferiva, le facevamo le acconciature e le abbiamo pure dato lo smalto. Le fisioterapiste l’hanno anche truccata, un giorno, con i cosmetici per bambini. Ci siamo tutti affezionati a lei”.

“Noi ci abbiamo sperato, ci abbiamo provato, ci abbiamo creduto. Abbiamo vegliato su di lei, l’abbiamo accarezzata, le abbiamo fatto ascoltare la sua musica preferita, le abbiamo parlato. Il nostro lavoro è non lasciare mai soli i pazienti – ha fatto sapere il policlinico sulla sua pagina Facebook -. Giorno e notte, senza pausa dai dispositivi di protezione per bere, mangiare e riposare, controllando i parametri vitali, sempre pronti a intervenire. Qui al Sant’Orsola continuiamo con determinazione il nostro lavoro di squadra per la cura di tutti i pazienti: 402 i posti letto dedicati al Covid allestiti al Sant’Orsola, di questi 100 di area critica, terapia intensiva e semi intensiva “, si legge ancora nel post.

Una buona notizia che fa sorridere il personale sanitario, che è alle prese con altri casi critici nello stesso reparto. A poca distanza dal letto della ragazzina di 11 anni c’è un quattordicenne di Modena, che resta  in prognosi riservata e in condizioni molto gravi. >> Tutte le news 

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