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Covid cambio fasce di rischio: c’è accordo tra le regioni

Covid cambio fasce di rischio regioni. “La proposta di Regione Friuli Venezia Giulia di revisione dei parametri e di modifica del processo decisionale è stata accolta dalla Conferenza delle Regioni. Il nostro obiettivo è quello di avere a disposizione dei parametri immediatamente disponibili da parte delle Regioni, che devono essere il frutto di un confronto con la parte tecnico scientifica sia a livello nazionale che regionale. Confronto che deve essere da supporto per la decisione finale che non può che essere di carattere politico”. (segue dopo la foto)

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, commenta così la decisione presa questa mattina a seguito del confronto tra le Regioni italiane, riunite in videoconferenza per discutere delle scelte che determinano il passaggio in una o nell’altra fascia di rischio. “Chiediamo un passo in avanti in termini di responsabilizzazione sia da parte del Governo che delle Regioni – sottolinea Fedriga – al fine di compiere le scelte migliori per combattere la pandemia e tutelare al massimo la salute dei cittadini”.

Covid cambio fasce di rischio regioni, Zaia: “Non ce lo possono dire un giorno prima”

“Dalla riunione è emersa in maniera unanime la richiesta di un confronto puntuale con il Governo su parametri e modalità per la decisione sulle fasce”. Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, oggi al punto stampa su Covid-19, reduce dalla riunione dei presidenti di Regione. “Si chiede in pratica un confronto preventivo, in tempi utili, per portare le proprie argomentazioni prima di una decisione: non mi puoi dire il venerdì che sabato sono in fascia rossa o arancione – ha spiegato Zaia – e ancora abbiamo sottolineato la necessità di stabilire anche un ‘tagliando’ di questi parametri”.

“Il collega del Friuli Venezia Giulia aveva richiesto questa riunione e ha argomentato con dovizia la sua richiesta: la preoccupazione che ci sia sempre un confronto prima della decisione su una fascia di rischio”, ha continuato il governatore. “D’altronde – ha aggiunto – Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia avevano adottato delle restrizioni autonomamente, prima di quelle del Governo, dimostrando fino in fondo un concreto senso di responsabilità”.

Il ministro degli Affari regionali Boccia: “I parametri non sono nati per un’alchimia misteriosa”

“I presidenti delle Regioni sanno che i parametri non sono nati per un’alchimia misteriosa, ma sono nati il 30 aprile con un decreto” e sono stati elaborati da “una Cabina di regia in cui ci sono anche rappresentanti delle Regioni”. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, a Tagadà su La7. “Se le eccezioni poste dai presidenti delle Regioni, se i suggerimenti sono legati alla ponderazione di alcuni parametri, questo si può discutere”. Ma passare “dall’oggettività parametri alla discrezionalità della politica – aggiunge – secondo me è un errore”. >> Tutte le notizie di politica italiana

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