in

«Ritorno alla normalità entro il 21 giugno»: la “formula Johnson” per uscire dalla pandemia

La cosiddetta “variante inglese” ha messo in ginocchio la Gran Bretagna a causa della facilità di diffusione della variante del virus Sars-CoV-2. Dopo un duro e prolungato regime di restrizioni, e con più di 120.000 decessi, i numeri dei nuovi contagi e dei morti ha finalmente iniziato a calare anche oltre la Manica. Complice anche la campagna vaccinale, iniziata in leggero anticipo rispetto al resto d’Europa. Ieri, 22 febbraio, il primo ministro Boris Johnson ha annunciato la strategia che porterà, assicura il leader conservatore, la Gran Bretagna non solo fuori dall’emergenza, ma addirittura alla normalità entro il 21 giugno.

>> Vaccino Covid dubbi dei medici di base: «Senza dosi non cominciamo», alcuni si defilano

Covid Gran Bretagna: un piano in quattro fasi

Il piano delineato dal parlamento britannico è suddiviso in quattro fasi, che prospettano un graduale rilassamento delle restrizioni. La data fissata per il rientro alla normalità è il 21 giugno. Il piano, ha spiegato Johnson, vale per l’Inghilterra, ma gli altri governi regionali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno progetti simili. Ciascun passaggio del piano in quattro tappe sarà determinato dai “dati” e non dai “decessi”. L’introduzione di ciascun passaggio terrà comunque conto di quattro parametri: l’efficacia della campagna vaccinale, il calo dei ricoveri e dei decessi, la pressione sul Servizio sanitario nazionale e l’impatto delle varianti del virus.

covid gran bretagna

Le fasi della “roadmap” britannica

La prima fase si suddivide a sua volta in due fasi: la prima avrà inizio l’8 marzo, quando gli studenti torneranno in classe, fatta eccezione per gli studenti universitari che non svolgono corsi pratici. Sarà consentito incontrare una persona anche per attività ricreative e non solo sportive. I residente nelle case per anziani potranno avere un solo visitatore che dovrà essere regolare. Il divieto di uscita dalle case rimarrà in vigore. Il 29 marzo scatterà la fase successiva: saranno autorizzate le uscite all’aperto di sei persone e la riapertura delle attività sportive organizzate. Verrà inoltre eliminato l’obbligo a rimanere nella propria zona, ma le persone saranno comunque «incoraggiate» a rispettarlo. Rimane inoltre l’invito allo smart working. I viaggi all’estero rimarranno vietati, fatte salve le eccezioni previste.

Lo “step 2” avrà inizio il 12 aprile quando verranno riaperti anche i negozi non essenziali, i musei e i parrucchieri. Nei pub e ristoranti saranno consentite fino a sei persone allo stesso tavolo, ma solamente all’aperto. Riaperti anche gli zoo e i parchi a tema, oltre a piscine e palestre. Saranno inoltre ammesse 30 persone ai funerali e 15 ai matrimoni. La terza fase del piano è fissata per il 17 maggio: riapriranno cinema ed hotel, sarà consentito organizzare eventi, ma le strutture potranno ospitare solo a metà capienza. Per le attività fuori dalle abitazioni il limite massimo di persone sarà di trenta.

Infine, l’ultimo passaggio verso la normalità, lo “step 4″, previsto non prima del 21 giugno. A partire da questa data tutte le restrizioni legali sul distanziamento sociale tra nuclei famigliari e gruppi diversi di individui saranno rimossi e riapriranno gli ultimi settori ancora chiusi, come le discoteche. Saranno nuovamente consentiti i grandi eventi. Tuttavia, sono previste una serie di “revisioni” relative al mantenimento o meno delle regole di distanziamento sociale, sul telelavoro, sull’istituzione di ‘passaporti’ per i vaccinati e sui viaggi. >> Tutte le news di UrbanPost

Seguici sul nostro canale Telegram

Written by Chiara Ferri

Scherzo Alfonso Signorini

Alfonso Signorini, scherzo ‘atroce’ al GF Vip: reazione inaspettata per il conduttore

astrazeneca

Vaccino Astrazeneca over 55, ok del Ministero. Di Lorenzo: «Dà fastidio perché costa poco»