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Covid, Spada (Humanitas): “Adattare provvedimenti alla reale situazione dei territori, le persone sono in riserva di energie”

Covid in Italia. ”Non sono convinto del fatto che sia un pericolo se le persone escono, soprattutto se all’aperto, mantengono le distanze e indossano le mascherine. È vero però che se i locali si riempiono cresce il rischio di infettarsi”. Così al Corriere della Sera Paolo Spada, chirurgo in “Humanitas”, secondo cui bisogna adattare i provvedimenti alle reali situazioni territoriali. (segue dopo la foto)

covid in Italia Spada

Spada è uno degli animatori della pagina “Pillole di ottimismo”, su cui con il virologo Guido Silvestri ed altri scienziati tiene una meticolosa analisi dei numeri della pandemia in Italia. “Se dessimo retta all’indice Rt attuale, dovremmo dire che la situazione è stabile. Ma sappiamo che il dato fotografa ciò che è successo 10-15 giorni prima”.

Covid in Italia, Spada (Humanitas): “Con ‘Pillole di ottimismo’ cerchiamo di mostrare uno scenario reale, non drammatizzato

“Per questo nei monitoraggi di ‘Pillole di Ottimismo’ –  spiega Spada – guardiamo la variazione percentuale dei contagi rispetto ai sette giorni precedenti, che descrive l’epidemia quasi in tempo reale. L’indicatore ci dice che c’è un peggioramento effettivo, complessivamente in linea con le restrizioni da zona arancione”.

”Nelle prime settimane di apertura della pagina – racconta il medico – molti ci scrivevano in preda all’angoscia per sé e i propri cari. Vediamo ancora quei commenti, ma sono superati dall’esasperazione, dalla stanchezza. Le persone sono in riserva di energie, anche mentali. Serve l’ottimismo del combattente. Nel gruppo cerchiamo di mostrare uno scenario reale, non drammatizzato, ma allo stesso tempo bisogna sottolineare i problemi quando tutti pensano che siano risolti. Siamo stati tra i primi a segnalare che qualcosa si era rotto nell’equilibrio dell’epidemia e che a Brescia i dati erano oltre i parametri”.

“La battaglia è trovare un equilibrio tra le due esigenze: la gestione dell’epidemia e i danni economici e sociali delle chiusure”

”La filosofia con cui è nata questa pagina – spiega Spada – è la navigazione tra i due scogli: quello dell’epidemia e quello dei danni sociali ed economici delle chiusure. La battaglia è trovare un sistema in equilibrio tra le due esigenze. Proponiamo un modello alternativo a quello dei colori’ regionali, basato sul valore di incidenza provinciale (casi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni). L’intento è adattare le misure alla reale necessità del territorio, evitando di penalizzare aree virtuose”.

“La soglia di incidenza – prosegue il chirurgo dell’Humanitas di Milano – è variabile, su base regionale, calcolata sui posti letto liberi e scatta in maniera automatica e rapida. La cartina elaborata con queste regole ha molte province ‘rosse’. Ma altre, con segnali buoni, potrebbero godere di maggiori libertà. Mi fa piacere vedere che questo concetto prende piede. Credo però che la dimensione provinciale sia la migliore. Inoltre aiuterebbe a sensibilizzare i cittadini al rispetto delle
norme”.

“Se invece i provvedimenti sono uguali per tutti a livello nazionale – conclude Spada – si rischia di perdere il valore delle restrizioni. Il destino è quello di arrivare a una convivenza accettabile col virus. Nel giro di alcune settimane le cose cominceranno a cambiare, grazie alla stagione più favorevole e all’immunità acquisita”. >> Le notizie sul Covid-19 in Italia

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