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Covid Italia Ippolito (Spallanzani): «A Natale rischio terza ondata. Come con la Spagnola…»

«Prima di tutto dobbiamo ancora capire se si sta raffreddando la seconda ondata. Ma a gennaio dovremo comunque fare attenzione alla terza. Successe anche con la Spagnola, le ondate furono tre. E dobbiamo evitare a Natale e a Capodanno di commettere gli stessi errori dell’estate. Entro primavera partirà l’operazione per proteggere gli italiani con i vaccini, arriveranno i monoclonali. Ecco, non possiamo essere imprudenti: proprio all’inizio dell’anno prossimo potremo iniziare a controllare la pandemia», così Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma nonché membro del Cts, parla a “Il Messaggero” delle imminenti festività natalizie.

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Covid Italia Ippolito

Covid Italia, Ippolito (Spallanzani): «A Natale rischio terza ondata. Come con la Spagnola…»

Il monito del direttore scientifico dello Spallanzani è quello di «mantenere misure di contenimento dell’epidemia, dobbiamo evitare viaggi, feste e grandi riunioni familiari». Insomma non saranno le solite feste: «Si tratta di un sacrificio, ma pensiamo che a Natale 2021 potremo tornare a festeggiare. I benefici di vaccini, anticorpi monoclonali e nuovi farmaci, li vedremo già in primavera. Io però concordo con Fauci: per tornare alla normalità, servirà tutto il 2021», ha affermato sempre il membro del Cts. Ippolito ha voluto rassicurare però gli Italiani«Dobbiamo essere attenti e prudenti, ma non dobbiamo cadere nel panico. La maggior parte dei pazienti giovani con sintomi guarisce da questa malattia. E tra chi finisce in terapia intensiva, secondo uno studio internazionale, la percentuale dei decessi è molto alta solo dopo una certa età. Il 71,3 per cento tra 61 e 70 anni, il 77,1 tra 71 e 80, 1′84,4 oltre gli 80 anni». E ancora: «Sgombriamo inoltre il campo da notizie che girano: non sono state rilevate mutazioni del virus tali da farci affermare che ci possono essere conseguenze dal punto di vista diagnostico e terapeutico o che incideranno sull’efficacia del vaccino», ha affermato sempre l’esperto.

Ippolito Spallanzani

«Il sistema dei medici di famiglia va profondamente riorganizzato. Molti pazienti ci raccontano che è impossibile essere visitati e preferiscono il pronto soccorso»

Sulle lacune del sistema sanitario italiano il professor Giuseppe Ippolito ha detto: «Quello dei medici di famiglia va profondamente riorganizzato. C’è chi ha 1500 pazienti e quando può visitarli a casa in un momento come questo in cui i casi di febbre sono tanti? Certi studi sono piccoli e pieni di gente, come si garantisce la sicurezza? Dobbiamo ripensare il sistema della medicina di base. Molti pazienti ci raccontano che è impossibile essere visitati dal medico di famiglia e che preferiscono andare in pronto soccorso con la conseguenza di affollamenti e ritardi». Ma ha evidenziato sul finale il direttore scientifico dello Spallanzani: «Sia chiaro,  conosco tanti medici di base che fanno il massimo, ed altri che, come i colleghi ospedalieri, sono più spesso in Tv che in reparto». Leggi anche l’articolo —> Coronavirus, meno dell’1% di chi torna positivo ha una vera reinfezione: la ricerca italiana pubblicata su “Jama”

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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