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Covid Italia oggi, stretta dei governatori: le nuove misure regione per regione

Giovedì 22 ottobre 2020 – Covid Italia Oggi. Il brusco aumento dei contagi e l’incremento dei pazienti ricoverati in terapia intensiva hanno spinto i governatori di alcune regioni a prendere delle misure più restrittive. Lombardia, Liguria, Campania, Piemonte, Lazio e Basilicata hanno assunto nuove importanti decisioni per cercare di contrastare la diffusione del Coronavirus. Tra le iniziative: disposizioni sulla didattica a distanza per le scuole superiori e università, spostamenti vietati di notte, ritorno all’uso dell’autocertificazione nell’orario del coprifuoco e centri commerciali chiusi nel fine settimana.

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Covid Italia oggi nuova stretta dei governatori: le misure regione per regione

Partiamo dalla Regione Lazio, che ha predisposto una circolare che prevede il blocco della circolazione dalle 24 alle 5 da venerdì prossimo e sarà valida per 30 giorni. In altre parole non saranno consentiti gli spostamenti notturni se non per comprovati motivi di lavoro o ragioni urgenti. Le persone costrette a muoversi dovranno munirsi di un’autocertificazione, strumento già impiegato dagli Italiani durante il periodo del lockdown. Il presidente Zingaretti ha dato anche delle disposizioni sulla didattica a distanza alle superiori e all’Università che entreranno in vigore da lunedì prossimo. Per gli studenti delle superiori, tranne quelli del primo anno, ci sarà la didattica a distanza al 50%. Per gli atenei, lezioni online al 75%, fatta eccezione per le matricole e i laboratori. Coprifuoco anche nella Regione Campania. Da venerdì alle 23 scatta la chiusura dei locali pubblici: ristoranti, bar e pub non saranno aperti al pubblico. Il governatore De Luca ha disposto pure il blocco della mobilità dalle 24 alle 5 del mattino. Dalla mezzanotte di venerdì entra in vigore anche l’ordinanza che limita gli spostamenti interprovinciali e prevede l’autocertificazione. Consentiti soltanto gli spostamenti per “salute; comprovati motivi di lavoro; comprovati motivi di natura familiare; motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali; altri motivi di urgente necessità. È in ogni caso consentito il rientro presso la propria residenza o domicilio abituale”, si legge nel testo.

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Dalla Lombardia alla Liguria: ritorno alla didattica a distanza, divieto di assembramento e…

Anche il governatore Attilio Fontana per la Regione Lombardia ha optato per il ritorno alla didattica a distanza nelle scuole secondarie. Nella nuova ordinanza, che entrerà in vigore da giovedì 22 ottobre sono presenti altre severe restrizioni: limitazioni alle aperture delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali nei week end, come pure il divieto di fiere e sagre. «In questo momento agisco con la pesante responsabilità di chi è chiamato a tutelare esclusivamente la salute dei cittadini sapendo che attraverso di essa si potranno anche risolvere i problemi economici collaterali scaturiti da questo momento storico. Sursum corda», ha scritto sui social Fontana, nel tentativo di rassicurare i cittadini. Nuove misure anche in Liguria. Da lunedì nelle scuole superiori, tranne per le prime classi, si passerà alla didattica a distanza a rotazione per il 50% degli studenti. In tutta la Liguria vale il divieto di assembramento, la sola Genova poi dovrà fare i conti con un coprifuoco che va dalle 9 di sera alle 6 del mattino.

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Covid Italia oggi, nuove regole anche in Piemonte e Basilicata

Passa alla didattica a distanza al 50% anche il Piemonte. Chiusi poi i centri commerciali nel fine settimana. Ad ogni modo tutte le attività devono chiudere entro mezzanotte, fatta eccezione per bar e ristoranti che non hanno consumo ai tavoli, che dovranno abbassare le saracinesche alle 18. Concludiamo con la Basilicata: da venerdì 23 ottobre, nelle scuole superiori almeno il 50 per cento degli studenti torna dalla didattica a distanza. Il presidente della Regione, Vito Bardi, ha disposto la dad fino al 13 novembre prossimo. Nell’ordinanza si legge anche della chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, fatta eccezione per generi alimentari, edicole, tabacchi, farmacie e parafarmacie. Leggi anche l’articolo —> Coronavirus e fake news: non è vero che il tampone può danneggiare il cervello

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